Creature del folklore irlandese e scozzese: la Banshee

Nelle terre celtiche, dove le notti autunnali ed invernali arrivano in fretta ad oscurare la luce pomeridiana e il vento ulula contro le finestre e fa tremolare le luci delle candele, si raccontano storie di creature che vengono tramandate di generazione in generazione.

Nella tradizione irlandese, scozzese e gallese esistono leggende legate ad antiche creature che popolano le storie da brivido narrate nelle buie serate, una di questa è la Banshee.

Dal film “The Banshees of Inisherin”

la voce della Banshee giunse ondeggiando lentamente sulla brughiera a mezzanotte. [….] Era il pianto sommesso della Banshee, riconobbi la voce della morte. Veleggiare lentamente col vento della notte sulla brulla e tetra brughiera.

Chi sono le Banshee

La Banshee solitamente è descritta come una figura femminile, una donna alta con capelli lunghi e rossi o scuri o bianchi, vestita con un abito monocolore ed un velo sulla testa. Emette urla strazianti per annunciare la morte imminente di un membro della famiglia, solitamente una famiglia nobile. Il termine “Banshee” deriva dal gaelico “Bean Sidhe” che significa “donna spirito” o “donna fatata”.

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Le urla della Banshee sono così forti e strazianti che possono essere udite da una distanza lunghissima, è piú simile ad un lamento, un pianto triste. Per questo motivo la figura della Banshee viene vista ed interpretata in maniera diversa a seconda della cultura e della tradizione. Alcuni la vedono come uno spirito benevolo che cerca di avvertire la persona dell’imminente morte e gioisce delle vittorie di una determinata famiglia/clan, altri come uno spirito maligno che annuncia sventura e morte.

In verità, la sua origine era legata ad un ruolo molto importante nella tradizione irlandese e per la mitologia pagana perché associata al rispetto del defunto, alla delicata transizione dalla vita alla morte del defunto stesso e della sua famiglia.

Il lamento della Banshee

Il lamento della Banshee è quello che la caratterizza maggiormente, si chiama “keening” in inglese, e “caoineadh” in gaelico irlandese, che significano entrambi appunto “lamento”. La figura della Banshee si ispira alle keeners, cioè le donne che nell’VIII secolo erano chiamate per piangere ai funerali.

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Da quando gli inglesi dominavano le terre irlandesi e scozzesi, soprattutto gli irlandesi avevano dovuto rinunciare ai riti cattolici e prima ancora pagani della loro quotidianità. Ecco che allora le celebrazioni si spostarono all’aperto, con un masso come altare e veglie sotto il cielo. I lamenti funebri delle keeners, tutte donne, consistevano in versi (i keen) tramandati a memoria per secoli e versi improvvisati, tutti in prosa e poesia. In questi  versi si celebravano le virtù del defunto e se ne piangeva la dipartita, con suoni gutturali, bassi e lamentosi.

La Chiesa condannava questo tipo di riti perché li riteneva pagani. Infatti lo erano, un residuo di antichi riti pagani che il popolo non aveva mai abbandonato nonostante l’avvento e la diffusione rapida del Cristianesimo. In particolare l’Irlanda, ncora oggi, rimane il paese che ha mantenuto l’aspetto folkloristico più intatto rispetto ad altri paesi.

Leggende legate alla Banshee

Ho trovato due leggende irlandesi legate a questa figura nel libro “Fairy Legends” di T. Crofton Cooker.

La prima racconta del reverendo Charles Bunworth, famoso per la sua bravura con l’arpa e per accogliere i vari arpisti che giravano per il paese. Quando si ammalò, una delle figlie mandò il servitore a prendere una medicina in paese e al ritorno raccontò che una Banshee dai bianchi capelli lo aveva seguito ripetendo il nome del suo padrone finché non devió per un cimitero e inizió a lamentarsi in un pianto da straziare il cuore sedendosi sotto ad un albero colpito da un fulmine.

Dal film “The Banshees of Inisherin”

La notte prima di morire, tutte le persone in casa sentirono la Banshee piangere fuori dalla finestra. I bardi, amici del reverendo, canteranno poi dei versi a lui dedicati che inizieranno con “Quante volte ha gridato la Banshee…”

L’altra storia è dedicata alla famiglia MacCarthy. Il figlio, dopo una lunga malattia, sembrava essere sul punto di morte e la madre pregó così tanto che un giorno trovó il figlio seduto sul letto. Ma prima di gridare al miracolo, il figlio le disse di aver avuto un sogno rivelatore in cui gli veniva detto che la sua morte sarebbe stata solo rinviata di tre anni.

Quando arrivó quel giorno la madre, presa dalla paura e dall’ansia, invitó la cugina a stare con lei per supporto morale, e quella stessa cugina, che per una serie di eventi arrivò tardi, vide la Banshee della famiglia MacCarthy. Prima di vederla però la sentí, un lamento di paura e terrore da dietro una siepe, poi le nuvole scoprirono la luna che illuminó la terra e una figura femminile incappucciata che continuava ad indicare la dimora dei MacCarthy proseguendo con i suoi tristi lamenti. Quando la cugina entró in casa, il povero ragazzo sembrava tranquillo e accomodante, si aspettava di morire così come gli era stato predetto e quella pallottola (non destinata a lui) che lo aveva colpito alla gamba, non lo aveva sorpreso piú di tanto.

Altre storie di Banshee compaiono in vari poemi, storie popolari, canti e liriche del periodo ma man mano furono dimenticate o accantonate per paura. Lentamente anche la figura della Banshee assunse un ruolo maligno e spregevole, una donna da evitare, e se ne parló sempre meno.

La Banshee nell’immaginario letterario e cinematografico

Proprio per quel colpa di quel ruolo maligno e portatore di cattive notizie che la Banshee acquisì nel tempo, che anche gli adattamenti per il cinema e la TV proposero versioni di Banshee stregonesche, maligne e spettrali. Spesso hanno un aspetto scheletrico, smunto e demoniaco. Vengono ritratte con larghe fauci, le ossa in vista e gli occhi come due pozzi scuri. A volte invece sono bellissime ragazze che si tramutano in anziane donne spaventose. Solo alcuni prodotti rimangono fedeli alla tradizione portando su schermo semplici donne anziane, sagge e arrendevoli.

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Nella letteratura ci si imbatte nella Banshee quando si legge di folklore, leggende, storie popolari o ricostruzioni storiche e sono sempre piuttosto fedeli alla banshee della tradizione.

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