
Le feste ci regalano un po’ di tempo libero da spendere con chi vogliamo, rilassarci, magari staccare la spina con un bel viaggio oppure con una lettura. Ho scelto tre letture piuttosto brevi ambientate durante il periodo natalizio tra Irlanda ed Inghilterra. Villaggi, tetti innevati, strade addobbate con decorazioni natalizie, il calore del focolare di casa, tutte caratteristiche che li accomunano ma le atmosfere si differenziano per la storia e i personaggi.
“Piccole cose da nulla” di Claire Keegan
Irlanda, nella piccola città di New Ross nella contea Wexford. É quasi Natale dell’anno 1985 e Bill Furlong distribuisce come al solito legna e carbone alle famiglie della città che pian piano si sta animando per le feste. Bill è un uomo buono, con un passato che lo appesantisce e il pensiero della famiglia sulle spalle. Le sue figlie lo rallegrano con storie, battibecchi e abbracci quando torna a casa da lavoro ma conosce bene la realtà, non tutti possono permettersi un luogo caldo, un abbraccio familiare, dei regali per Natale.

Le figure femminili sono il centro del racconto nonostante Bill sia il protagonista del breve romanzo. L’ambientazione natalizia non fa che accentuare il contrasto con i suoi pensieri tesi e il clima festoso che si dovrebbe respirare. L’esplorazione profonda della psiche umana attraverso la vergogna, la colpa e la redenzione passa anche attraverso gesti semplici della piccola comunità irlandese durante gli anni 80. Una piccola storia di tenerezza, forza e sincerità.
Il romanzo è stato trasposto anche al cinema, Bill è interpretato dal sempre bravissimo Cillian Murphy che si immerge totalmente nella frustrazione ed indecisione del protagonista, il regista riesce meravigliosamente a ricreare le atmosfere del libro con campi stretti e colori cupi.

“Il canto di Mr. Dickens” di Samantha Silva
Natale del 1843. Londra è un tumulto di preparativi per le festività ma Charles Dickens non è così concentrato sul clima festivo. I suoi editori non sono felici delle vendite della sua recente opera e pretendono un nuovo racconto entro il Natale, sua moglie è di nuovo incinta e lui non ha ispirazione.
Questo romanzo racconta il periodo di scrittura del famoso “Canto di Natale” in cui Dickens non si trovò cerco in condizioni facili per lavorare. Non aveva idee e gli editori gli stavano col fiato sul collo. Tra le pagine di questo libro quindi emerge la Londra che ispira Dickens e non è quella delle case in stile georgiano, di balli maestosi, personaggi stereotipati. No, Charles si insinua nella periferia di Londra, quella dei vicoli stretti, bui e maleodoranti, dove la povertà si nutre delle creature che li abitano. Emergono così personaggi tristi e sventurati, alcuni ispirati ai suoi libri piú famosi, altri rispecchiano i poveri emarginati di una Londra del 1800. Tutti personaggi che ricorrono nelle opere di Dickens: bambini poveri, donne e uomini sfruttati, anziani malati.

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La vera protagonista però è Londra, quella notturna. Dove Charles si perde vagabodando tra i vicoli sconosciuti, la nebbia fitta che crea l’atmosfera misteriosa intorno a sagome che scrutano da dietro finestre, cimiteri desolati, vecchie case scricchiolanti, il fiume che scorre intrepido, i fumi dell’industria che oscurano le stelle.
“Il Natale di Poirot” di Agatha Christie
Per me non è Natale senza un bel giallo, e questo è quello che per tradizione rileggo in questo periodo. Agatha ci trascina in una villa della campagna inglese nel 1930 circa. Il suo detective belga Poirot è invitato per le feste in questa nobile dimora della famiglia Lee, la Gorston Hall, e visto che i suoi termosifoni non vanno decide di sfruttare la gentilezza dei suoi ospiti. Ovviamente il clima conviviale che si crea intorno al fuoco scoppiettante viene spezzato da un omicidio e Poirot deve mettere in moto le celluline grigie per risolvere il mistero. Come ha fatto l’ assassino a uccidere senza aprire la porta?

Il romanzo è ambientato nel Derbyshire, in una zona di campagna circondata da colline e boschi innevati. La neve si posa candidamente sui tetti delle case ma allo stesso tempo crea un’atmosfera di isolamento e di claustrofobia visto che l’omicidio avviene in casa. Le caratteristiche naturali che solitamente creerebbero un paesaggio candido, dolce e sereno, qui si trasforma in sospensione e attesa, sensazione assorbita poi dai personaggi in tensione.
Le ambientazioni dei tre libri: Wexford, Londra e il Derbyshire
Wexford è una bellissima Contea dell’Irlanda sud-orientale, nota per la sua natura incontaminata, la storia e la cultura. In particolare la sua storia si mescola a quella dei Celti, dei vichinghi e dei normanni, tutti i popoli che hanno lasciato e resti sul territorio, come ad esempio il castello normanno di Enniscorthy e l’abbazia di Dunbrody del XIII secolo. Le coste del Wexford sono rinomate per le spiagge, le baie e le insenature che creano paesaggio davvero suggestivo.
La Londra del 1843 è una città affascinante che Charles Dickens ha saputo immortalare magnificamente nei suoi romanzi. Era una città in rapida espansione, il cuore del commercio e dell’industria, eppure una città ricca di contrasti che Dickens ha saputo raccontare mettendo in risalto soprattutto la differenza tra ricchi e poveri, sia le persone che i quartieri della città. Zone come Mayfair e Belgravia ospitavano case eleganti e negozi importanti, mentre Whitechapel e Shoreditch erano la rappresentanza di miseria, povertà e sporcizia. Luoghi di delinquenti e prostitute che si aggiravano tra strade strette e illuminate solo da lampade a gas, in condizioni igieniche pessime.

La rivoluzione industriale aveva trasformato la città con nuove fabbriche e ferrovie, la costruzione di canali per ampliare il commercio interno e permettere al progresso e all’innovazione di farsi strada. Anche nell’ambito artistico grazie alla nascita di centri di cultura e arte come musei e teatri. Londra era quindi grande centro di creatività che attirava artisti e scrittori. Charles Dickens riuscì a descrivere queste profonde differenze dell’epoca in molti dei suoi romanzi come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi Difficili e Canto di Natale. Non a caso, spesso, quando si parla della Londra del 1800, ci si riferisce chiamandola “la Londra di Dickens”.
Rimaniamo in Inghilterra, ci si sposta soltanto di poco per esplorare la contea del Derbyshire. È una contea che spesso viene associata ai romanzi di Jane Austen ma molti altri romanzi sono stati ambientati qui grazie alla bellezza delle sue colline, delle valli e la natura incontaminata. E viene citata soprattutto quando si parla della storia industriale dell’Inghilterra perché fu centro importante per l’estrazione del carbone e della pietra. Ma è anche zona di villeggiatura, dove le persone passeggiano, visitano siti storici e si godono la natura.

Un altro autore famoso di romanzi investigativi ambientato qui alcuni dei suoi romanzi più famosi, mi riferisco a Arthur Conan Doyle che ha lasciato il suo Sherlock Holmes indagare nel Derbyshire ne “Il mastino dei Baskerville”, “L’avventura del carbonchio azzurro” e “L’avventura della casa vuota”.
Quali altri romanzi natalizi conosci ambientati tra Irlanda e Regno Unito? Scrivigli pure in un commento!
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