Cime tempestose e la brughiera dello Yorkshire

Nel romanzo di Emily Brontë è l’atmosfera dei suoi luoghi che rende il componimento memorabile, la sua brughiera inglese con il vento forte che sferza le valli, piega gli alberi e agita i sogni delle persone. Non a caso il nome originale Whuthering Heights evoca immediatamente un luogo ventoso, soggetto ad un clima tumultuoso, lo stesso che affligge il carattere ed i sentimenti dei personaggi.

I luoghi dello Yorkshire

Lo Yorkshire è la zona dell’Inghilterra in cui il romanzo di Emily Brontë si colloca, luogo di nascita e dove ha vissuto la famiglia. Quando si legge che “la brughiera è un personaggio del libro” è veramente così, la personificazione di un ambiente avviene proprio quando questo è di fondamentale importanza per l’atmosfera della storia, così fondamentale che se fosse ambientato in un altro luogo non avrebbe lo stesso impatto sensazionale sul lettore.

Le case dei personaggi sono immerse nella brughiera, lontane dal villaggio più vicino, collegate da sentieri che al buio o in condizioni avverse del tempo diventano impervi e difficoltosi. Spesso la natura è nemica dell’uomo nel romanzo, il vento piega gli alberi, fa sbattere le finestre, ulula attraverso gli usci, fa spegnere candele e non si quieta neanche durante la tempesta, anzi l’alimenta. In altre occasioni si rivela una compagna o un riparo nascondendo la propria ombra da occhi indiscreti, ricaricando dopo una lunga passeggiata o luogo di scoperte naturali. Emily Brontë aveva una connessione unica con la natura, soprattutto con i luoghi del romanzo di cui conosce bene ogni caratteristica e ogni sensazione che riescono a provocare.

Nello Yorkshire Dale, parco nazionale nel nord della regione, le valli vengono ancora designate con il termine “Dale” che i vichinghi usavano per nominare le vallate, in particolare due: Arkengarthdale e Swaledale. Due vallate rocciose e isolate che ospitano sentieri solitari che conducono a piccoli villaggi come Langthwaite, immerso nella brughiera o Swaledale dove si trovano le antiche miniere di piombo ormai dismesse ma attive nei primi anni del XIX secolo.

Haworth

La brughiera, chiamata così per la presenza del brugo, arbusto sempreverde, ha un aspetto particolare in ogni stagione. A fine estate il brugo in fiore la rende animata e luminosa, si tinge di viola, rosa o rosso violaceo. Mentre nelle stagioni fredde il suo colore tende al bruciato, tonalità molto scure caratterizzano tutto il paesaggio rendendolo piú drammatico e incarnano l’atmosfera del romanzo. Molti i sentieri per immergersi in questi paesaggi ricchi anche di paludi, colline incolte e dolci, piccoli altipiani rocciosi punteggiati dalla ginestra e terreni argillosi.

E ovviamente in questi panorami troviamo anche il villaggio che ha dato i natali alle sorelle Brontë: Haworth. Un villaggio caratteristico nel West Yorkshire e meta turistica degli appassionati letterari che visitano anche il Museo dedicato alle opere e alla vita della famiglia, il Brontë Personage Museum.

Le trasposizioni cinematografiche e televisive

Di adattamenti cinematografici ne sono stati fatti molti, già a partire dal 1939 con il regista William Wyler e ne seguì uno per la BBC nel 1953 diretto da Rudolph Cartier. L’anno successivo fu la volta del surrealistico adattamento di Mario Landi e nel 1970 quello di Robert Fuest con Timothy Dalton ad interpretare Heathcliff. Forse quello del 1992, diretto da Peter Kosminsky, è il più famoso. Ralph Fiennes e Juliette Binoche interpretano la coppia e il film incorpora anche la seconda generazione di personaggi. (Infatti Juliette recita in un doppio ruolo). E’ la volta di un’altra serie TV nel 2009 per ITV e diretta da Coky Giedroyc dove c’è Tom Hardy ad interpretare Heathcliff. Infine Andrea Arnold presenta al Festival di Venezia, nel 2011, il suo film con un cast di attori giovani e poco conosciuti.

Quest’anno è arrivato nelle sale il nuovo adattamento di Emerald Fennell che ha smosso l’opinione pubblica già dal trailer per la sua vena modernista e pop che caratterizza la cinematografia della regista. La sua idea di Cime Tempestose ha diviso il pubblico; io mi trovo un po’ nel mezzo. Sono entrata in sala cercando di non pensare al romanzo e godermi la pellicola così com’è e ne sono uscita soddisfatta a metà. La prima parte l’ho trovata interessante nella costruzione dell’affetto profondo ma ossessivo che lega i due protagonisti e nel mettere in scena dinamiche che portano i personaggi a tirare fuori le parti peggiori di loro. La seconda l’ho trovata slegata, affrettata, quasi troppo tenera, come se volesse edulcorare le scelte dei personaggi o giustificarli in parte per i loro sentimenti di vendetta e gelosia che ho trovato troppo flebili; mai dimostrati ma solo enunciati. Bellissima però la fotografia, i costumi, la scenografia, alcune scelte stilistiche della regista e l’interpretazione degli attori.

Se volessi invece compararlo con il romanzo non reggerebbe neanche mezzo secondo, ma nessuna trasposizione fatta finora credo che riesca. La complessa costruzione delle relazioni personali, di ossessioni e vendette, l’obiettivo di rivalsa e la gelosia che diventa possessione sono il filo conduttore delle anime del romanzo. Tutti sono corrotti dai gesti e dai sentimenti altrui, è un turbine di dolore e odio condito da superstizione, critica alla società dell’epoca e alla disparità sociale. Uno dei romanzi piú difficili da trasporre e dall’errore facile. Probabilmente Emily Brontë non voleva sorprendere, scioccare o incantare, semplicemente ha sfidato le convenzioni della sua epoca in cui la letteratura predilegeva personaggi prettamente positivi con amori idealizzati che rientrano nello schema dell’amore romantico; cosa che Cime Tempestose non è assolutamente.

Però la cosa che colpisce e che accomuna molte di queste pellicole e serie è sicuramente l’ambientazione. Le produzioni che hanno avuto l’opportunità di girare nei luoghi del romanzo hanno già fatto metà del lavoro. Inserendo gli attori nelle valli dello Yorkshire tra la nebbia, la pioggia scrosciante e l’erba ingiallita smossa dal vento hanno trasportato lo spettatore immediatamente nelle atmosfere del libro. Utilizzare anche i villaggi citati in precedenza, per alcune scene, e angoli particolarmente scenici della brughiera in condizioni climatiche diverse ha reso tutto più autentico.

Itinerario nei luoghi del romanzo

Sicuramente si può partire da Liverpool, importantissimo porto del Regno Unito che a quel tempo fu di grande importanza per gli scambi commerciali ed è il luogo dove viene trovato Heathcliff prima di portarlo nella nuova casa a Whuthering Heights. In meno di due ore si raggiunge Haworth per visitare il villaggio delle sorelle Brontë ed entrare nel Brontë Parsonage Museum, la canonica dove vissero e dove Emily scrisse il romanzo. Nel museo ci sono manoscritti e oggetti personali. Visitare Haworth può risultare un po’ affollato, sia per la fama della famiglia Brontë sia per la sua vicinanza con il parco nazionale, quindi è consigliabile visitarlo durante la settimana o fuori stagione, oppure pernottare una notte e magari visitare anche il pub Black Bull Inn e la chiesa di S.Michael and All Angels dove il padre fu pastore e dov’è sepolta Emily con il resto della famiglia.

Foto di Tom Marshall

Per assaggiare invece un po’ di atmosfera del libro conviene immergersi nella brughiera e raggiungere il rudere di Top Withens che sembrerebbe essere stato di ispirazione per la dimora che da il nome al romanzo. Resti di una fattoria nel bel mezzo delle colline (si trova sul sentiero “Pennine Way”). Accanto al rudere le piccole cascate amate dalle sorelle che sono state rinominate Brontë Waterfalls.

Visto che i personaggi si muovo in diverse zone della brughiera, sarebbe interessante percorrere, anche solo in parte, il Brontë Way, un sentiero di 70 chilometri che si snoda tra lo Yorkshire e il Lancashire per godere di panorami evocativi e luoghi che possono aver ispirato il romanzo. Il sentiero parte da Oakwell Hall vicino Birstall e termina a Gawthrope Hall vicino Burnley. Il percorso intreccia molti luoghi legati alle sorelle come il luogo di nascita Thornon, il luogo che può aver ispirato Emily per l’altra dimora del romanzo Thrushcross Grange, cioè Ponden Hall; e ovviamente Haworth. Il percorso attraversa la desolata brughiera e piccoli villaggi dove fermarsi, ristorarsi e magari rileggere qualche passaggio del meraviglioso romanzo.

Foto di Domowa Kostiumologia

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