Irlanda: visitare la Penisola Dingle

Nella contea Kerry, nell’ovest dell’Irlanda, si protende verso l’oceano questo lembo di terra. È la penisola Dingle che con le sue tradizioni, bellezze naturali e panorami mozzafiato, si trova lungo il percorso della famosa strada panoramica Wild Atlantic Way.

Dunquin Pier

La contea Kerry, anche detta The Kingdom, nasconde e protegge numerosi luoghi d’interesse sia sulla costa che nell’entroterra, la penisola Dingle é una di queste. Accoglie un gran numero di turisti tutto l’anno proprio grazie alle bellezze naturali ed i piccoli centri caratteristici, accoglie inoltre molti studenti di lingua gaelica visto che la zona fa parte del Gaeltacht (qui la lingua è tra le meno contaminate della zona).

Cosa vedere nella penisola Dingle

Coumeenoole Beach

La penisola Dingle è visitabile anche in una sola giornata, ma consiglio di rimanere almeno una notte per vivere la sua essenza, fare le cose con calma e mettere in conto anche una giornata con limitata visibilità (siete pur sempre sull’oceano Atlantico). Facendo base nella piccola cittadina Dingle, ricca di ristoranti, antichi pub e negozi, si può percorrere la Slea Head Drive che si snoda lungo la costa occidentale per 42 chilometri.

Dingle sorge all pendici del monte Ballysitteragh alto 622 metri. Quello che la caratterizza di più sono sicuramente le case colorate che affacciano sul porto e la musica dal vivo dei molti pub che si trovano lungo le sue stradine. Il suo porto era il principale durante il periodo medievale ed esistono altri siti importanti di rilevanza storica nei dintorni.

Lungo la Slea Head Drive, partendo da Dingle e proseguendo in senso orario verso Ventry si raggiungono diverse mete interessanti:

  • Ventry è un piccolo villaggio e ospita una lunga e ventosa spiaggia di 5 km.
  • Dunbeg Fort è un forte del X secolo a.C dalle antiche mura spesse 6 metri. Resta poco del forte dell’età del ferro ma la sua posizione a picco sull’oceano regala una vista suggestiva. (Pagamento 3,50€)
  • Slea Head è il promontorio che da il nome alla strada, caratterizzato da muretti a secco, simboli religiosi e una splendida vista sulle Blasket Islands. Zona selvaggia, ventosa e dai colori che mutano appena splende il sole.

Dunmore Head

  • Coumeenoole Beach si trova sotto al più famoso Dunmore Head, il promontorio più a ovest d’Irlanda. La spiaggia è raggiungibile piedi attraverso un camminamento in cemento. Circondata da speroni di roccia che affiorano dall’oceano e alle sue spalle scure rocce plasmate dall’acqua quando la spiaggia scompare per via dell’alta marea. Non è balneabile. Dunmore Head è raggiungibile tramite un sentiero che si inerpica fino in cima, da cui la vista si perde lungo scogliere, baie nascoste, le isole Blasket che sembrano vicinissime. E’ stato anche il set del film “Star Wars, gli ultimi Jedi”.
  • Dunquin Pier è uno dei moli più famosi d’Irlanda, tra i più fotografati, sicuramente. Oltre ad essere funzionante per permettere di raggiungere le isole di fronte, la sua discesa in cemento e la geologia lo rendono particolarmente fotogenico. I grandi speroni di roccia che si protendono verso l’oceano rendono il paesaggio drammatico.
  • Blasket Centre si trova nell’abitato di poche casupole di Dunquin. Il museo in stile moderno offre una visione dei vecchi tempi sulle isole prima dell’evacuazione del 1953 che le rese inabitate; soprattutto la più grande: Great Blasket.

  • Clogher Head è un altro promontorio in zona Waymont che ospita anche l’omonima spiaggia racchiusa in una dolce baia. Poco più avanti la baia Ferriter’s Cove per una lunga passeggiata panoramica.
  • In zona Wine Strand, oltre all’omonimo promontorio, il sito monastico Riasc, in gaelico “Reask”. Sono antichi resti di un monastero di cui si conosce veramente poco; probabilmente risale al VI secolo. Qui si trovano antiche pietre incise, tra cui la famosa Reask Stone, decorata da linee curve e lettere.
  • Il Gallarus Oratory risale al 700 d.C ed ha una forma di barca rovesciata, realizzata con precisione e con la classica tecnica delle rocce a secco tipiche dell’Irlanda.

Fuori dalla Slea Head Drive, che comprende soltanto la zona costiera a occidente, la penisola Dingle comprende altre zone sia costiere che montane molto interessanti da esplorare.

A Nord della penisola, dove il monte Brandon la fa da padrone, si trova un territorio più selvaggio e meno battuto. Il monte, alto 953 metri, prende il nome dal Santo che qui pregò prima di imbarcarsi su un curragh ( antica imbarcazione irlandese ) di cuoio sull’oceano. Il sentiero da prendere per lo spot esatto è il Saint’s Road che si inerpica per 5 km. Sulla costa invece Brandon Creek, punto panoramico sull’oceano, luogo da cui salpò l’esploratore Tim Severin nel 1976.  Per arrivare invece al Brandon Point, si può percorrere la R550 in auto passando per la baia omonima, oppure intraprendere il percorso Sauce Creek Walkway, dalla scogliera omonima passando per la montagna fino a Teer Cross.

Dingle

Tra Dingle e il monte Brandon si può attraversare l’incantevole Conor Pass. Una stradina scoscesa e molto stretta che costeggia i fianchi rocciosi della montagna, attraverso la quale si raggiunge la vetta da cui si gode di un panorama a perdita d’occhio sulla valle e su Brandon Bay. I laghi di Annascaul, le verdi vallate, l’oceano che si unisce al cielo in un unico colore, spezzato solo dalle grandi nuvole bianche. Vale la pena affrontare le strette strade irlandesi per poi godersi un panorama su tutta la penisola.

Nella zona di Annascaul, caratterizzata da valli e specchi d’acqua, c’è l’entrata per una lingua di sabbia conosciuta come Inch Beach, una delle spiagge più belle e grandi di tutta l’isola di smeraldo. Lunga 11 chilometri è famosa per essere accessibile con l’automobile, per le sue alte onde da surfare, le bellissime dune alle sue spalle, la vista delle altre penisole sull’altro lato della baia. Una tappa obbligata!

Inch beach

Dove mangiare a Dingle

Oltre agli stupendi panorami che la penisola offre sia dall’alto delle montagne, che dalle scogliere sull’oceano, si trova anche una ricca scelta gastronomica grazie alle produzioni locali. Sono molti i ristoranti e i pub da provare, soprattutto nella colorata Dingle. Qui il pesce è sempre fresco e lo si trova in molti piatti tipici del paese e qualche versione più moderna.

Danno’s Restaurante & pub si trova sul porto, ha una grande offerta di  whiskey e birra tra cui la Blu Rose e la Dick Mack tipiche della zona. Io ho provato le cozze ripiene e le fish cakes, tutto fresco e appetitoso.

Out of the Blue, sempre in zona porto, potrebbe sembrare un posto semplicemente carino e colorato ma una volta all’interno ci troviamo dei piatti di pesce fresco cucinati egregiamente, ottima materia prima e abbinamenti speciali. ( Prenotazione in anticipo consigliata).

Al Marina Inn troviamo invece i piatti della tradizione irlandese sia di pesce che di carne, come la Cottage pie e gli stufati. E’ un locale piuttosto frequentato, anche grazie alla sua posizione.

Per un Fish & Chips takeaway invece, consiglio il Dingle Ahoy! Un chioschetto con ottimo pesce e molta scelta tra merluzzo, nasello e asinello (haddock) racchiusi in una panatura super croccante. Si trova sempre lungo il porto.

Per ascoltare un po’ di musica tradizionale e assaggiare birra del posto, bisogna spostarsi un po’ più al centro di Dingle, verso la zona abitata. Alcuni pub sono molto piccoli, talmente piccoli da sembrare casa di qualcuno, ecco anche il motivo delll’atmosfera così familiare, oltre alla tipica accoglienza irlandese che non manca mai. Una lista dei pub in cui sono stata ed ho trovato anche musica dal vivo:

  • The Dingle Pub
  • Kennedy ‘s
  • Curran’s
  • An Droichead Beag

N.B Ricordate che quasi tutti i pub tradizionali irlandesi non offrono cibo ma soltanto da bere. Una volta entrati, ci si siede al tavolo e poi ci si reca al bancone per ordinare da bere da pagare al momento, o si consuma direttamente al bancone.

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3 pensieri riguardo “Irlanda: visitare la Penisola Dingle

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  1. Hai fatto davvero un bel lavoro, Ilaria. Ti ho seguito su IG durante il tuo viaggio e apprezzo molto la cura e la ricerca che hai saputo fare sul territorio. Da amante dell’Irlanda posso solo raccomandare le tue guide. Grazie per il tuo prezioso lavoro e la tua grande passione: “Go mbeadh an Emerald Isle i do anam i gcónaí. Bíodh saol maith agat.”

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