La Scozia e l’Inghilterra del film “Frankenstein” di Guillermo Del Toro

Uno dei romanzi gotici fantascientifici piú apprezzati e amati della letteratura del 1800 trova un nuovo adattamento nella pellicola del 2025 di Del Toro. C’era bisogno di un nuovo film su questo romanzo? No! Eppure é splendido pensare che la storia di Mary Shelley, scritta nel 1818, possa ancora ispirare arte in epoca moderna e che tratti temi che si adattino anche alla società attuale perché l’umanità non smette mai di rincorrere le stesse domande esistenziali.

Le location del film Frankenstein

Lascio che il parere sul film e sul romanzo non prendano il sopravvento sul vero argomento del post, cioè le location del film, per i miei pareri vi rimando a fine articolo.

Per ricreare le atmosfere gotiche e misteriose del romanzo, il regista e la produzione hanno deciso di recarsi in Scozia e in Inghilterra. Per la Scozia troviamo soprattutto Edimburgo, Glasgow e la zona di Glencoe nelle highlands.

Le location in Scozia: Edimburgo

Le strette vie e i palazzi gotici di Edimburgo fanno da sfondo alle peripezie dei personaggi che si affannano per raggiungere i loro obiettivi, soprattutto Victor che sogna di controllare la morte. Tra i close di Edimburgo prendono vita i personaggi, e sul Royal Mile scambiano sguardi interessati e avidi. La zona antica della capitale scozzese é perfetta per ricreare una città del 1800 dalle tinte misteriose, con i suoi palazzi scuri, le vie strette, i cunicoli e le scalinate quasi claustrofobiche. Soprattutto gli angoli di Lawnmarket (dove risiedevano i mercati di tessuti, soprattutto lino) e Canongate Tolbooth, uno degli edifici piú iconici della città che fu prigione, tribunale e consiglio comunale, costruito nel 1591. In particolare il Bakehouse Close è il vicolo dei macellai, dove il sangue scivola sui mattoni scuri e scorre verso la casa di Harlander e il vicolo proprio di fronte alla cattedrale di St.Giles diventa la stradina che Victor percorre per raggiungere la chiesa. La cattedrale dallo stile gotico che risale al 1124 è il perfetto sfondo per queste scene.

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Troviamo anche West Parliament Square nella zona della cattedrale di St.Giles, adattata in stile vittoriano per ricreare la scena del mercato sotto la pioggia, e Makar’s Court dove hanno installato un forca e girato la scena delle impiccagioni. La Signet Library invece è la location perfetta per il ballo tra Victor ed Elizabeth, così luminosa e vivida da creare contrasto con la storia e le altre location.

Cosa sono i “Close” di Edimburgo? Sono semplicemente vicoli molto stretti della Old Town che spesso conducono in cortili interni oppure attraversano la città o edifici privati, includono lunghe e ripide scalinate o vicoli stretti e bui. Risalgono al medioevo e alcuni sono rimasti inclusi nelle costruzioni dei secoli successivi, inglobati nelle fondamenta di nuovi edifici. Si chiamano così perché spesso venivano chiusi nelle ore notturne.

Le location in Scozia: Glasgow e East Lothian

Per la scena della confessione in chiesa la produzione si è spostata a Glasgow nella sua cattedrale. È un edificio gotico con enormi vetrate colorate e i soffitti a volta.

Essendo però uno spazio piuttosto complesso per girare un film con tutta l’attrezzatura e la troupe, hanno deciso di girare anche nella Gosford House, nella sala da ballo. Si trova nell’ East Lothian ed è stata utilizzata anche per le riprese esterne della tenuta della famiglia Frankenstein. Una villa in stile neoclassico circondata da cinque mila acri di terreno che comprendono anche le spiagge. Ma non quella dove la creatura si risveglia dopo l’incendio, quella è Seacliff beach a mezz’ora dalla villa.

Le location in Scozia: Aberdeenshire

Il film si sposta nella Dunecht House per le riprese di Victor bambino che studia anatomia controvoglia nella lunga e meravigliosa biblioteca. É lunga 36 metri, risale al 1820 e fu ideata da G.E. Street.

Le location in Scozia: Glencoe

Nelle highlands scozzesi si trova quel paesaggio misterioso, desolato, carismatico e profondo che ogni regista sceglierebbe per scene che vogliono comunicare emozioni forti. Ecco perché il Loch Leven fa da sfondo a scene del film di Del Toro, dal paessaggio incredibilmente selvaggio e drammatico. Questo lago ospita nove piccole isole rocciose o ricoperte di brugo.

Le location in Scozia: Stirling

Uno dei protagonisti indiscussi del film è la torre dove Victor Frankenstein decide di lavorare alla sua creatura. Non è altri che il Wallace Monument, torre alta 67 metri dedicata a William Wallace. Ovviamente è ricreata in post produzione per poter aggiungere anche altri dettagli non originali ma comunque ispirati all’architettura gotica che si trova in molti luoghi di Scozia.

Le location in Inghilterra: Wiltshire e Lincolnshire

Nel Wiltshire, contea inglese, sono state girate le scene del cimitero e del rapporto con i genitori di Victor bambino. Wilton House, risalente al 1542, è una dimora stupenda e la sua particolare scalinata viene ripresa in piú scene.

Nel Lincolnshire invece sorge Burghley House che ha prestato le sue favolose stanze, gli affreschi e i murales di alcuni angoli per questa pellicola e altre produzioni cinematografiche. La tenuta risale alla metà del 1500 ed è aperta la pubblico.

Commento al film e al romanzo

La pellicola di Del Toro rispecchia in ogni caratteristica la visione del regista che ha adattato il romanzo di Mary Shelley in questo racconto gotico, dalle sfumature forti eppure dolci che trasporta lo spettatore in un turbine di emozioni. Il suo Victor Frankenstein è un uomo segnato dal lutto e dall’egoismo, la sua visione egocentrica si fa arrogante un frame dopo l’altro, così diverso dall’uomo che vediamo all’inizio della pellicola e cioè nella sua fine. Così come l’inizio del romanzo ci metteva di fronte all’epilogo della storia, anche la pellicola si divide in tre atti sottolineando enfaticamente il punto di vista di Victor e della sua creatura. Gli uomini nell’estremo nord che vengono a contatto con questa storia fantascientifica rappresentano il lettore e lo spettatore messi di fronte ai fatti, sta a loro elaborare un’opinione sulle scelte di Victor e della sua creatura.

La fotografia così fiabesca dai colori forti in cui il rosso e il verde spiccano su tutti gli altri, è la giusta cornice ad una scenografia gotica e fantastica, il tutto condito da abiti superbi ed originali che però non riescono del tutto a distrarre dalle piccole mancanze della pellicola: un poco approfondimento dei personaggi femminili, una distribuzione del tempo poco omogenea tra la prima e la seconda parte. Avrei dato più respiro al rapporto tra Victor e la sua creatura.

Del Toro modifica alcuni aspetti della storia originale ma ma mantiene saldo il significato del romanzo cercando di esplorare temi profondi come la solitudine dell’uomo, la ricerca d’identità, i legami famigliari, la paura del diverso, la dicotomia tra bene e male, l’ egoismo e la morte.

Il romanzo Frankenstein di Mary Shelley

Era il 1816 quando Mary e suo marito Percy Bysshe Shelley si trovavano a Villa Diodati con Lord Byron, William Polidori e Claire Clairmont. Mary aveva 19 anni quando iniziò a scrivere Frankenstein in quell’estate in cui ci si divertiva a raccontare storie di fantasmi e di mistero.
La storia però fu pubblicata anonimamente due anni dopo, con la prefazione di Percy Bysshe Shelley. Ricevette critiche tiepide ma il pubblico lo amò. L’autrice fu svelata nel 1823 quando ci fu la stampa della seconda edizione, così Mary divenne nota come l’autrice di uno dei romanzi più famosi dell’epoca.

Il romanzo sembra essere, a prima vista, una storia di fantascienza e orrore, con una creatura creata in laboratorio e formata da parti di uomini morti. In realtà la storia è molto più complessa. Esplora il modo in cui la natura umana affronta la solitudine, l’assenza di amore e le responsabilità. Victor insegue egoisticamente solo i suoi desideri senza pensare alle conseguenze delle sue azioni, la sua creatura non è altro che il simbolo della sua solitudine che diverrà esempio di come l’assenza di amore e responsabilità e l’eccesso di superficialità possano condurre alla distruzione.

Mary Shelley inoltre sceglie di introdurre temi importanti, discussi e preoccupanti per l’epoca. Il romanzo è anche specchio della società e dei suoi cambiamenti apportati dalla Rivoluzione industriale. L’uomo è incuriosito tanto quanto spaventato dalle novità introdotte dalla scienza e dalla tecnologia, non solo sul piano pratico ma anche psicologico; anche la letteratura, l’arte e la filosofia infatti subiranno grandi cambiamenti. Anche la figura femminile viene esplorata grazie al personaggio di Elizabeth incastrata in una società patriarcale che poco spazio lascia alle donne se non quello di madre e moglie, con poca autonomia e alla ricerca di uguaglianza. Un capolavoro dell’epoca che affronta temi importanti, ancora attuali e che ha ispirato e continua ad ispirare ancora oggi.

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