La “Bloody Sunday” in Irlanda del Nord

Visitare Derry, nell’Irlanda del nord, è come passeggiare in un libro di storia moderna soprattutto se sì cammina nelle vie del quartiere dei murales, il Bogside, che attraverso opere d’arte a cielo aperto ripercorrono momenti drammatici e commemorano persone che non ci sono piú.

I Troubles sui muri di Derry

Il conflitto nord-irlandese vide protagonisti gli abitanti dell’ Irlanda del nord, da un lato i nazionalisti e repubblicani che non volevano far parte del Regno Unito dopo l’indipendenza ottenuta dall’Irlanda e gli unionisti leali alla corona britannica. Nonostante sia difficile riassumere un conflitto che molti definiscono solo in termini religiosi (cattolici contro protestanti) va sicuramente sottolineato che i malumori e lo scontento dei nazionalisti nasce da molto piú lontano, le cause vanno ricercate negli anni di sottomissione britannica e nella modalità in cui gli irlandesi, considerati inferiori, venivano trattati.

Inoltre l’indipendenza irlandese che lasció fuori le contee che formeranno poi l’Irlanda del nord, ha sconvolto l’animo di una nazione che desiderava così tanto liberarsi dalla morsa britannica che accettò questo compromesso pur di avere la libertà. Molti nel nord fuggirono nelle contee confinanti, molti rimasero a subire le ingiustizie dei britannici che abitavano ormai su suolo irlandese, in maggioranza proprio nelle contee del nord.

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Questo scontento e il trattamento subito si riflette anche nelle motivazioni che spinsero i nazionalisti a erigere barricate nei quartieri di Derry (città di confine), soprattutto nel Bogside. É proprio lì che si trovano i murales che raccontano tutti gli eventi, soprattutto i piú tragici e significativi. I murales onorano gli uomini e le donne che hanno lottato per ottenere dei semplici diritti, che sono stati elementi fondamentali per diffondere il malcontento e mostrare al resto del mondo cosa stava accadendo.

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I tragici eventi della Bloody Sunday

In Lecky Road si trova un murale che racconta due momenti della Bloody Sunday. Sullo sfondo viene rappresentato il corteo organizzato per quella giornata, il 30 gennaio del 1972. Il NICRA (Northern Ireland Civil Rights Associations) aveva organizzato una marcia pacifica per manifestare contro le discriminazioni subite dagli irlandesi e dalle nuove norme che minavano ulteriormente la libertà attraverso l’internamento senza processo. Ovviamente le nuove leggi erano sostenute dal governo britannico.

Il murale infatti mostra, a sinistra, un militare britannico che indossa una maschera antigas e calpesta lo striscione del Nicra. Questo perché durante la marcia pacifica, che avrebbe voluto sfilare da Creggan fino al quartiere del Bogside, un gruppo si è staccato dalla folla per abbattere le barricate erette dalla polizia atte ad impedire al corteo di raggiungere il municipio. Lo scontro fu inevitabile e alcuni dei manifestanti scagliarono contro gli agenti pietre e molotov ricevendo in cambio getti d’acqua dagli idranti e proiettili di plastica ( molto utilizzati durante quel periodo per spaventare e ferire ).

A quel punto però alcuni pará (fecero fuoco sul corteo e le persone che scapparono nelle vie limitrofe vennero inseguite. Ferirono con arma da fuoco tredici persone e ne uccisero quattordici, una morirà successivamente. Il murale mostra, sulla destra, il secondo momento in cui Bernard McGuigan sventola un fazzoletto bianco per recuperare i cadaveri in strada ma viene colpito anche lui e il suo corpo verrà poi coperto dallo striscione della Civil Right (ecco perché lo ritraggono insanguinato).

Oltre all’aggressione ad un corteo pacifico e su persone disarmate che, come scritto poco fa, cercavano di prestare soccorso agli uomini/ragazzi colpiti, bisogna considerare anche le dichiarazioni rilasciate in seguito dall’esercito britannico che ha giustificato l’attacco definendolo di difesa, asserendo che i manifestanti fossero armati. Peccato che a smentire le dichiarazioni e a far circolare la verità ci pensarono i molti giornalisti invitati quel giorno che furono testimoni di queste attrocitá.

In Lecky Road, oltre al memoriale per i caduti durante la Bloody Sunday, anche un murale che li ritrae tutti. Sei ragazzi avevano solo 17 anni, alcuni furono colpiti mentre scappavano o si mettevano a riparo, altri mentre erano di fronte alle barricate. Alcuni vennero colpiti mentre soccorrevano i feriti, molti alle spalle, alcuni nonostante le suppliche, alcuni alla testa. Uno addirittura non stava neanche partecipando al corteo, stava andando a trovare un amico.

Quali conseguenze e meccanismi ha innescato questo evento? Sicuramente un maggiore odio verso i britannici e risentimento soprattutto dopo l’inchiesta aperta tre mesi dopo in cui venne dichiarato che le azioni dei pará erano state necessarie e incriticabili. La Regina Elisabeth II, addirittura,  diede la medaglia d’onore a chi fu a capo dell’operazione. (Una seconda inchiesta fu aperta dal primo ministro britannico Tony Blair molti anni dopo, nel 1998, in cui si decretò finalmente che i pará avevano sparato su persone disarmate. Le scuse ufficiali arrivarono solo nel 2010).

La Bloody Sunday fu un momento di realizzazione per i nazionalisti e di cambiamento per l’IRA (Irish Repubblican Army). I primi si resero conto che gli atti e le dimostrazioni pacifiche non venivano ascoltate e preferirono affidarsi all’IRA. Le iscrizioni furono numerose e gli atti di violenza aumentarono in maniera esponenziale, sia in Irlanda del Nord che in Inghilterra attraverso attacchi mirati e attentati. L’IRA era nata molti anni addietro per combattere contro le forze armate del governo britannico ed ottenere l’indipendenza. Dal 1969 (dopo la battaglia del Bogside) era diventata Provisional IRA per continuare la lotta armata contro i britannici in Irlanda del Nord. Non era un’ organizzazione ben vista da tutti per via del suo aspetto violento e rischioso, ma dopo gli eventi del 30 gennaio 1972 sembrò la soluzione migliore per trovare giustizia e uguaglianza.

Dopo gli accordi del Venerdì Santo del 1998, a seguito del Referendum, l’IRA fu smantellata. Anche se sopravvivono alcuni gruppi derivati.

Ovviamente ho fatto un riassunto e non sono scesa nello specifico, è un argomento molto complesso con radici piuttosto antiche; sicuramente non è una schermaglia tra cattolici e protestanti come spesso viene descritta. L’aspetto religioso, come abbiamo imparato studiando la storia, molto spesso è solo un piccolo dettaglio di guerre e faide, mai la ragione scatenante o lo sprone che le mantiene attive.

Per chi volesse informarsi meglio ho stilato una lista di libri dedicati ai Troubles, alcuni sono saggi di giornalisti sul campo o esperti, altri sono romanzi in cui i troubles fanno da sfondo o raccontano di figure protagoniste delle rivolte. Per chi non ama o non ha tempo di leggere, consiglio il film di Greengrass “Bloody Sunday” che riporta con fedeltà i fatti di quella giornata, e il suo stile documentaristico rende il film d’impatto.

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Bibliografia:

• Say Nothing, P. R. Keefe

• I muri di Erin, G.Cettineo

Articolo della BBC

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