Le streghe, solitamente, erano donne invidiate, indipendenti, sfrontate, libere, aperte, senza pregiudizi, amanti della natura e con una comprensione profonda della natura umana. Spesso molto belle e sicure di sé, solitarie e caparbie; trovavano negli occhi altrui gelosia e invidia che le portavano a subire il giudizio di uomini dalle alte cariche con immenso potere sulla vita degli umili.

Ma chi era Alice Kyteler?
Dame Alice Kyteler era nata a Kilkenny, nella Repubblica Irlandese, nel 1280 ed è considerata la prima persona, e forse l’unica registrata, ad essere stata accusata per stregoneria in Irlanda. La sua storia è molto interessante perché rispecchia pienamente quanto detto in introduzione, e cioè il motivo per cui molte donne sono state perseguitate ed accusate di stregoneria attraverso un mix di lotte di potere economico, passaggi di eredità e scontro con le autorità ecclesiastiche.

Alice era figlia di una ricca famiglia di mercanti normanni stanziati a Kilkenny, quando il padre morì ereditò un ingente patrimonio e grazie al suo carattere caparbio e la sua intelligenza lo moltiplicò attraverso l’ attività di usura e ad una serie di matrimoni strategici. Infatti Alice si sposò per ben quattro volte. Il primo marito fu William Outlaw da cui ebbe un figlio maschio, il secondo fu Adam le Blund, il terzo Richard de Valle e l’ultimo fu Sir John de Poer.
Da tutti questi matrimoni, Alice ereditò i loro possedimenti e denaro attirando le ire dei parenti dei defunti e dei figliastri. Inoltre, detenendo un’attività da usuraia aveva già collezionato parecchie amicizie e stretti legami ma anche molte inimicizie e invidie locali.
L’ accusa di stregoneria
Nel 1324 i figliastri di Alice contattarono il vescovo di Kilkenny perché preoccupati che i loro beni finissero nelle mani della donna. Il vescovo, Richard de Ledrede, trovò la scusa per accusare Alice e le persone a lei legate di omicidio, eresia e stregoneria. Il vescovo dichiarò che Alice aveva usato delle pozioni per uccidere i mariti e che praticasse la magia nera attraverso i sacrifici di galli per i demoni di cui lei era capo della setta. Semplicemente perché veniva a volte vista usare erbe ed intrugli o recitare sottovoce litanie o preghiere sconosciute.

La fuga e il destino di Alice
Avendo stretto amicizie molto importanti nel corso degli anni, tra nobili e politici locali e di altre zone, Alice riuscí a raggiungere l’Inghilterra prima che la condanna per stregoneria venisse messa in pratica e non lasciò tracce dei suoi spostamenti. Al suo posto venne presa la sua domestica Petronilla che dopo giorni di torture ( maggiore tecnica utilizzata, le vittime confessavano qualsiasi cosa pur di smettere di soffrire) confessò che Alice era coinvolta nella magia nera e lei era sua complice. Fu bruciata sul rogo nella loro città, Kilkenny, il 3 novembre del 1324 diventando la prima persona ad essere arsa viva per accusa di stregoneria. E il figlio William?
Essendo uomo e avendo anche lui amici potenti, dovette solo scendere a patti con le autorità ecclesiastiche locali facendo beneficienza e pagando di tasca propria la ricostruzione del tetto della Cattedrale della città, la St. Canice Cathedral. Di Alice non si seppe più nulla, sparí dalla circolazione e non si fece più viva.
Oggi l’antica casa dei Kyteler a Kilkenny, è una splendida locanda e pub storico chiamato “Kyteler’s Inn” dove godersi l’atmosfera medievale della cittadina e scoprire di più sulla storia della strega di Kilkenny.

Il libro che ho appena letto “Bright I Burn” di Molly Aitken racconta proprio la storia, romanzata, di questa donna che si è trovata a gestire un patrimonio generoso e lo ha moltiplicato grazie al suo ingegno. Il romanzo si sofferma molto sul carattere impetuoso, indipendente e caparbio di Alice, che vive in una Kilkenny umida, fangosa e quasi claustrofobica soprattutto quando si trova di fronte invidia e gelosia. La sua scrittura è lirica e intima, a tratti viscerale ma evocativa.
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