“Le storie dei Re Sassoni” di Bernard Cornwell

Sono arrivata alla serie di romanzi grazie alla serie tv (The Last Kingdom) ispirata proprio a “Le storie dei Re sassoni” di Bernard Cornwell. La serie mi ha coinvolta a tal punto che ho comprato subito il primo libro della saga cartacea. Vi dico la sincerissima verità: avevo iniziato la serie perchè il protagonista mi sembrava un gran bel ragazzo e poi la storia mi ha così rapito da farmi dimenticare tutto il resto. La “storia” era una delle mie materie preferite quando andavo a scuola quindi, spesso, sono attratta dai romanzi storici o saggi  e dalle serie tv e film in costume.

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“Le storie dei Re sassoni” di Bernard Cornwell è ambientato in Inghilterra; terra dei sassoni,  invasa già da qualche anno dai danesi scesi a cercare terre più fertili e ricchezze depredando monasteri, villaggi e chiese. Siamo nell’860 d.C circa e quella che noi conosciamo come Inghilterra, è divisa in Northumbria, East Anglia, Mercia e Wessex. La Scozia è conosciuta sotto il nome di Alba ed è menzionata poco, soltanto quando si descrivono i selvaggi e fieri guerrieri che la occupano. Il fulcro della vicenda parte dalla Northumbria, precisamente da Bebbanburgh (attuale Bamburgh) e dal piccolo protagonista Uhtred, personaggio di fantasia, che viene rapito dai danesi e successivamente adottato da questi. Lui non dimentica di essere il Lord leggittimo della sua terra ma vive così tanto a stretto contatto con i danesi da diventare un ponte tra i due popoli che si fanno e faranno la guerra per anni. Altro personaggio di spicco è Re Alfred, uomo costantemente debole e malato ma dalla grande forza d’animo che da Wintanceaster (attuale Winchester) nel Wessex cerca di difendere l’ultimo regno ancora totalmemente in mano ai sassoni.

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I romanzi sono molto dettagliati, fanno riferimento a battaglie ed avvenimenti storici realmente accaduti. L’autore usa la sua fantasia solo quando non ci sono abbastanza informazioni e descrizioni sia riferite agli eventi che alle persone coinvolte e lo riporta a fine libro sottolineando le differenze tra realtà storica e la sua immaginazione. Cornwell descrive in maniera molto pignola gli armamenti, l’abbigliamento da guerra di diversi popoli, usi e costumi dell’epoca e le diversità tra gli stessi sassoni del sud e del nord, i gallesi e gli invasori. Ho quasi terminato la serie di romanzi, che ho iniziato nel 2019, sto aspettando la traduzione degli ultimi tre.

Chi era Re Alfred?

Alfred, passato alla storia come Re Alfredo il Grande, fu il primo ad avere il desiderio di riunire sotto un solo Re ed un solo Dio tutte le terre sassoni. Sconfiggere i danesi avrebbe voluto anche dire sconfiggere gli Dei pagani adorati da questo popolo che poi erano gli stessi Dei adorati dai sassoni prima dell’avvento del Cristianesimo. Le informazioni su Re Alfred ci sono arrivate grazie a Padre Asser, un religioso che il Re voleva sempre accanto e che ha redatto moltissime pagine sulla vita del Re e sulle sue conquiste. Sicuramente avrà scritto quello che più gli faceva comodo, tagliando qua e là ed abbellendo come meglio ha potuto ma una cosa è certa: Re Alfred era molto debole fisicamente, costantemente malato e molto fragile. Ho letto parecchie ricerche su di lui e la malattia più ipotizzata pare essere il morbo di Crohn. Nonostante la sua debolezza fisica fu un grande stratega, uomo colto e curioso, sicuramente pio ma determinato a raggiungere il suo sogno: una nazione unita sotto un’unica corona.

I luoghi d’Inghilterra che troviamo più spesso nei romanzi

La NORTHUMBRIA comprendeva una vastissima area, praticamente da York a Edimburgo, il nome stesso ci mostra la sua estensione perchè significa “A nord del fiume Humber”. Le città che appaiono spesso nei romanzi sono sicuramente Eoferwic (York, che i Danesi chiamavano Jorvic) fondata dall’Impero Romano, Bebbanburg (Bamburgh Castle) dove inizia la storia del protagonista che, nelle prime pagine, descrive dalla spiaggia dietro al castello la vicina Isola di Lindisfarena (Lindisfarne). Il castello di Bamburgh fu fondato dai Bretoni e poi riconquistato dagli anglosassoni ma distrutto dai Vichinghi nel 993; i Normanni lo ricostruirono successivamente. L’isola di Lindisfarne, detta anche Holy Island, fu teatro del primo attacco dei vichinghi ed i monaci scapparono dall’abbazia prima della sua distruzione.

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Castello di Bamburgh

Anche Durham (Dunholm) è citata spesso, perchè era un’importante zona strategica nel territorio della Northumbria, zona che ha subito le maggiori incursioni vichinghe ed è rimasta sotto il loro dominio per molto tempo. Riconquistata dagli anglosassoni costruirono un santuario dedicato a  San Cuthbert e successivamente i Normanni costruirono il castello che è ancora in piedi. Ovviamente è anche menzionato il Vallo di Adriano che i personaggi chiamano il “muro romano” durante gli spostamenti da un accampamento all’altro. Un’imponente fortificazione in pietra lunga 117 chilometri che divideva in due l’isola ponendo un confine tra Caledonia e la Britannia, in poche parole serviva a quest’ultima per difendersi dai Pitti che occupavano l’attuale Scozia.

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Vallo di Adriano

La MERCIA copriva l’attuale regione delle Midlands, nel cuore della valle del fiume Trent. Al tempo di Alfred era metà sassone e metà danese grazie alle terre donate dal Re ai danesi chiamate Danelaw. In questa zona danese amministrata da Guthrum c’erano Nottingham (Snotengaham), Leicester (Ledecestre), Lincoln, Stamford e Derby (Deoraby). (Più avanti venne ampliato e comprese anche la città di York già citata). Queste città furono fortificate e divennero i capisaldi della regione. Nottingham fu fondata dagli anglosassoni, Leicester e Lincoln dai britanni ed entrambe caddero in mano ai Romani. Derby invece ha radici nella preistoria e diventa importante campo militare durante la conquista dell’impero Romano. Anche Londra (Lundene) faceva parte della Mercia, che viene descritta come puzzolente e ricca di vecchi edifici lasciati dall’impero Romano. I sassoni convertiti al cristianesimo non vogliono viverci per non avere a che fare con gli spiriti degli Dei pagani.

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Ecco come appariva Londra a quell’epoca. Ricostruzione di https://blogs.nottingham.ac.uk/newsroom/2013/05/07/bbcs-flying-archaeologist-drops-in-on-university-dig/caistor-roman-town/

L’ANGLIA ORIENTALE era più piccola ed il suo territorio non era ben definito. Prendeva il nome dal popolo degli Angli che l’avevano conquistata ed era formata all’incirca dal Norfolk e dal Suffolk ed una parte del Cambridgeshire. Era in continua guerra con gli uomini della Mercia che la controllorano per un lungo periodo finchè non arrivarono i vichinghi e la conquistarono. Passò in mano ai sassoni grazie a Re Alfred che l’annesse al Regno di Wessex ma cadde di nuovo in mano vichinga. In questa zona sicuramente mi piacerebbe vedere Cambridge (Grantaceaster) che era già abitata prima dei Romani ma con loro ebbe uno sviluppo maggiore. Anche sotto l’amministrazione vichinga crebbe parecchio grazie ai loro continui commerci. Il nome attuale è invece di origine normanna.

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Cambridge

WESSEX significa “sassoni orientali” perchè è la zona a sud/ sud ovest e comprende quindi l’attuale Cornovaglia, Dorset, Somerset, Devon etc..fino a Londra. Fu il regno meno influenzato dalla cultura vichinga, almeno durante il periodo di Re Alfred che la difese facendo costruire in tantissime città delle fortificazioni controllate da guardie addestrate rinominando tutti questi luoghi “burh” ovvero “città fortificate”.La Cornovaglia è molto affascinante perchè fa parte delle nazioni celtiche (assieme a Irlanda, Scozia, Galles, Isola di Man e Bretagna). Nei libri però, la più citata è Winchester (Wintanceaster) dove risiedeva il Re ed era quindi la capitale del Wessex e più tardi dell’Inghilterra finchè Guglielmo il Conquistatore non la spostò a Londra. E’ di fondazione romana anche lei ed il suo nome latino era Venta Belgarum.

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Cornovaglia

I toponimi delle città tra parentesi le ho prese proprio dai libri della saga che sto leggendo e che vi consiglio caldamente se vi piace il genere. Anche la serie tv è molto coinvolgente e la trovate su Netflix.

 

Foto da Pixabay.

18 risposte a "“Le storie dei Re Sassoni” di Bernard Cornwell"

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  1. Molto interessante Ilaria, non mi ero mai documentata sull’effettiva divisione di Wessex, Northumbria ecc, che tante volte ho sentito nominare nelle serie Tv tra cui proprio The Last Kingdom e Vikings. Mi hai fatto tornare in mente il mio viaggio a Cambridge di alcuni anni fa, proprio una bella cittadina: lungo il fiume si può raggiungere a piedi Grantchester, sicuramente legata al passato della città, visto che si chiamava Grantaceaster (tra l’altro c’è una tearoom che lascia perdere!!! Da sogno!!!). Hai elencato praticamente tutti i posti che vorrei visitare! Il pole position ci sono Cornovaglia, Galles e Cotswolds!

    1. Ciao Bea! Ecco vedi, non sapevo dell’esistenza di questo villaggio Grantchester. Molto probabilmente è quello originale visto che sul web sono andata a leggere ed il nome è di epoca sassone. Probabilmente la zona di Cambridge è più recente. (Segno la tea room per quando vedrò quella zona, ci aggiungo anche il villaggio 😀 ).
      La Cornovaglia ce la sogniamo anche la notte. Probabilmente ne scriverò in futuro perchè volevo parlare delle nazioni celtiche. Cotswolds lo vedrò a breve, non vedo l’ora *______*

  2. La presenza di un attore figo per quanto mi riguarda è una delle prime motivazioni nella scelta di film da guardare! 😀 Scherzi a parte, anche a me piace un sacco la storia e su quella inglese non sono per niente ferrata, avendo sempre fatto altre lingue/letterature a scuola/università. Però ricordo che durante filologia mi ero appassionata molto al periodo in cui i francesi si erano piazzati oltremanica 😀 Hai scritto un post interessantissimo, brava!

  3. Si anche quel periodo è molto interessante! Al momento sto leggendo dei Romani in terra inglese quindi penso scriverò qualcosa a riguardo 🤗
    Grazie Lucy! Mi fa piacere ti sia piaciuto un articolo di questo genere! E…w gli attori fighi! 😂

  4. A differenza tua non amo molto la storia, ma ho un grande interesse nel visitare i luoghi in cui sono stati ambientati romanzi e (poi) film. Sto rileggendo un classico della letteratura inglese, Alice nel paese delle meraviglie, e la voglia di scoprire Oxford è tanta. Così come mi piacerebbe molto ritornare nel Devon (dove ho trascorso l’estate del 2013) per (ri)scoprire i magnifici luoghi di Agatha Christie, una delle mie scrittrici preferite 🙂

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