Irlanda – Il quartiere di Portobello a Dublino

Se siete già stati a Dublino o cercate semplicemente qualcosa fuori dal solito giro turistico, la zona di Portobello è quello che consiglio di visitare. Un pomeriggio mezzo soleggiato nella capitale Irlandese mi sono spinta verso sud, camminando e fotografando. Ero sempre più attratta dalle case di mattoni rossi e dal silenzio rotto solo dal verso dei gabbiani, finchè non mi sono ritrovata nel quartiere di Portobello.

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Anche da Camden Place si accede a Portobello

La storia di Portobello 

Questo quartiere nasce nel XVIII secolo per ospitare la classe media e quella operaia, nascono così piccoli centri e costruzione vittoriane con i famosi mattoncini rossi. Un tocco di Irlanda arriverà poi con le porte colorate. Le abitazioni si concentrano sopratutto intorno a Richmond Street. Negli anni successivi il quartiere si espande ed ospita personaggi di spicco nella politica e nell’arte che faranno guadagnare al quartiere un po’ di popolarità. Nel 1900 invece è conosciuto con il nome di “Piccola Gerusalemme” per via dei tanti ebrei stabilitisi dopo le sommosse antisemite in Europa orientale. Oggi, il quartiere, si estende verso il sud di Dublino, non troppo distante dal parco di St Stephen e la Cattedrale di St Patrick; incastonato tra Kevin Street Lower ed il Grand Canal. Quest’ultimo è uno dei due canali che attraversano Dublino, costruito nel 1796, veniva utilizzato sia come risorsa idrica che come via di comunicazione e collegamento tramite barche. 

_MG_8878Anche questa Portobello, come quella di Londra e Edimburgo, venne chiamata così in onore di Edward Vernon, ammiraglio inglese che conquistò Porto Bello a Panama nel 1739.

Leggi anche: “West London – Portobello Road a Londra”

Cosa vedere a Portobello

Portobello è sicuramente una zona ricca di contrasti; passa dalle case in mattoni rossi in stile vittoriano al ristorante indiano, dal museo ebraico al bar italiano. Una bella mescolanza di elementi conditi dal lungo canale dove è un piacere passeggiare e sedersi lontani dal caos del centro che, nonostante non sia così lontano, non tocca la tranquillità di questa zona di Dublino.

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_MG_8889Oltre a passeggiare godendosi i vari stili integrati assieme, consiglio di visitare alcuni luoghi molto interessanti che rispettano assolutamente la mescolanza tipica di Portobello.

Il museo ebraico

Si trova nella Sinagoga di Walworth Road, abbandonata negli anni 70 fu chiusa e riaperta come museo nel 1985 da Chaim Herzog, presidente d’Israele nato in Irlanda. E’ interessante scoprire quanto la comunità ebraica irlandese fosse numerosa prima del diciannovesimo secolo, periodo in cui poi emigrarono verso gli Stati Uniti e rimasero veramente in pochi in Irlanda. Un piccolo museo che racconta lo spaccato di una comunità di cui non ero assolutamente a conoscenza, ne illustra la storia e le vite delle persone attraverso foto, ricordi e lettere.

St Kevin’s Church ed il parco

Quella di St Kevin, in Harrington Street, è una chiesa cattolica costruita nel 1865. Il nome  però fa riferimento anche ad un’altra chiesa  che si trova in Camden Row. Quest’ultima divenne protestante dopo la riforma ed è conosciuta adesso come St Kevin’s Park perchè la chiesa, già sostituita nel 1750 , andò in rovina e non venne più utilizzata dal 1912. Rimane solo il cimitero dove è ancora seppillita la famiglia Moore, del famoso poeta e cantante irlandese Thomas Moore. La chiesa di St Kevin, quella cattolica, è annoverata tra i più bei edifici gotici Irlandesi del rinascimento. Fu costruita tra il 1869 e il 1872 anche se il lavoro di decorazione degli interni continuò per anni, basti pensare che le vetrate risalgono al 1903.

The Bleeding Horse

Per rimanere in tema di mescolanza, tra chiese che si prestano i nomi e comunità ebraiche in Irlanda, non posso non parlare di un luogo citato da James Joyce nel suo Ulysses: “L’ho visto alcune volte al Bleeding Horse in Camden Street con Boylan, il ladro di banconote.”

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Il nome del pub “Bleeding Horse” proviene da una delle battaglie del 1600 tra i realisti del Duca di Ormonde ed il parlamento di Dublino; nella battaglia dove il Duca ed il suo esercito vennero sconfitti nel 1949, un cavallo scappava dal caos della battaglia sui già noti “Campi insanguinati”, nella zona di St Kevin’s Port, l’attuale Camden Row dove si trova il pub. Il locale risale al 1649 ma l’edificio attuale è stato risistemato nel 1871 e all’interno nel 1992. Nonostante ciò hanno mantenuto un aspetto datato in pieno stile irlandese con interni in legno, il bancone al centro e le sedute accanto alle finestre.

Tutta Dublino è un melting pot ma prevale l’aspetto Irlandese. Portobello, in particolare, è quella che porta alta la bandiera del melting pot grazie ai tanti negozi e attività di numerose entnie, un vero e proprio salto fuori dal mondo e fuori dalla capitale Irlandese. Mantiene tanti aspetti storici importanti e riconoscibili della tradizione che vanno a braccetto con quelli stranieri senza sembrare forzati; un vero e proprio matrimonio felice. La zona del Grand Canal è quella che ho preferito, passeggiando tra i docks dove galleggiano silenziosi i cigni e atterrano un po’ meno silenziosi i gabbiani.

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Dove mangiare a Portobello

Qui si trova qualunque cosa ci venga in mente, proprio grazie al mix culturale. Ristoranti indiani, cinesi, italiani, irlandesi, ebraici etc…Vi consiglio solo quelli che ho provato in prima persona, come sempre.

The Bratzel Bakery Cafè

Risale al 1870 e si trova in Lennox Street; è sia pasticceria che panetteria. Tutto preparato lì per lì ma ha pochi posti quindi si può optare per il take away; come ho fatto anche io, se dovesse essere un po’ affollato o voleste mangiare con calma altrove.

The Portobello

E’ un albergo a 2 stelle e al piano terra ospita il pub. Mi sono fermata solo per una guinnes quindi non posso dirvi nulla sul servizio dell’hotel, soltanto che servono la colazione nel bar sottostante, dove sono entrata io e che offre anche sedie e tavoli all’esterno per godersi il via vai sul canale. Effettivamente si trova proprio sull’incrocio della Richmond Street, con vista sul ponte La Touche e una delle tante chiuse del canale con passaggio pedonale.

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Bibi’s Cafè

Locale molto carino che offre anche piatti vegetariani. Ci si può fermare per colazione, pranzo e brunch perchè chiude alle 16.00. C’è molta scelta tra piatti a base di uova, pane tostato con verdure e varie salse tra cui spiccano avocado, zuppe e dolci. Io ho optato per le poached eggs abbinate al salmone affumicato. Il locale è gestito da Maisha e suo fratello Geoff, insieme cercano di portare innovazione e l’uso degli ingredienti locali.

Altri locali che mi hanno consigliato ma non ho provato: Locks Windsor Terrace affacciato sul canale con alta cucina irlandese; Little Bird Coffee & Yoga per la colazione, Pickle Restaurant per assaggiare la cucina indiana, si trova vicino al Bleeding Horse.

Leggi anche: “Itinerario per le librerie storiche di Dublino”

21 risposte a "Irlanda – Il quartiere di Portobello a Dublino"

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  1. Davvero interessante la storia di Portobello! Ed è un quartiere particolarissimo, mi ispira molto. Io per ora ho visitato le Portobello di Londra ed Edimburgo, vorrei proprio scoprire anche questa 🙂

  2. Molto interessante il tuo itinerario…io non sono ancora stata a Dublino ma Portobello è un quartiere davvero particolare ne ho sentito molto parlare inoltre leggo che ci sono anche delle belle Chiese! Ottima notizia!

  3. Avevo segnato Portobello nell’elenco delle mille cose da vedere… ma a questo punto mi sa che anche questa volta Dublino la vedo un’altra volta!
    Avevo anche segnato il nome dell’hotel: mi sa che abbiamo gli stessi gusti 😊

  4. Io non sono stata a Dublino, quindi forse dovrei partire da lì! Però anche Portobello sembra un posto davvero interessante, il tuo itinerario mi tornerà utile sicuramente 😉

  5. Sono questi i quartieri che adoro. Eclettici, stilosi, etnici e curiosi, sempre sul pezzo. Sarei dovuta partire per Dublino con una mia amica la prossima settimana, lei aveva un convegno, io sarei andata a zonzo per la città. Purtroppo l’azienda ha cancellato tutti gli eventi fino a Luglio. Spero che tutto Si risolva presto, perchè non poter viaggiare è davvero un agonia.

  6. Credo che la parte più bella riguardi proprio il melting pot che ci si trova. Ho preso appunti, mi hai colpita. Lo avevi già fatto con la storia e i luoghi che citi ma poi quando ho visto la Guinnes ho capitolato! 😉

  7. Molto bello questo itinerario, non avevo idea che ci fosse un quartiere Portobello anche a Dublino.
    Non sono mai stata in Irlanda ma ogni volta che vengo a curiosare sul tuo blog mi viene voglia di pianificare una vacanza. Speriamo di poterlo fare presto!

  8. Non sono mai stata a Dublino anche se mi ispira tantissimo come meta e questo quartiere sembra davvero bello! Le case di mattoni rossi creano molta atmosfera e mi sembra che non manchino nemmeno posti in cui fermarsi a mangiare 🙂 grazie per i consigli

  9. Per le vacanze di Pasqua avevo proprio programmato Dublino: sarebbe stata la mia prima volta in Irlanda e la prima volta che vedevo una città al di fuori dell’Inghilterra…
    Peccato sarà per la prossima volta. Comunque mi ero messa in lista il museo ebraico mentre non avevo nell’itinerario The Bleeding Horse: sembra davvero interessante. Ottimo anche il suggerimento dei posti dove andare a mangiare, queste sono informazioni sempre molto utili!

  10. Ma dai… non pensavo ce ne fosse uno anche a Dublino (conoscevo solo quello di Londra) e a dir la verità non pensavo nemmeno ci fosse una comunità di ebrei così presente…

  11. Non conoscevo questo quartiere, ne l’esistenza di una comunità ebraica a Dublino. Spero quest’estate di poter tornare a Dublino…situazione sanitaria permettendo.

  12. Nonostante non sia mai stata a Dublino (e in Irlanda, in generale), metterei il quartiere di Portobello tra le zone da vedere: hai dato delle chicche troppo preziose per limitarsi ai soliti giri turistici! E poi vuoi mettere il pub citato da James Joyce?

  13. Durante la mia visita a Dublino qualche anno fa mi era piaciuto tantissimo questo quartiere, forse il più bello di tutta la città! Forse è per via dell’atmosfera così particolare…

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