“Edimburgo: Note Pittoresche” di Robert L. Stevenson

” Il suo fascino è romantico nel senso più ristretto del termine. Per quanto bella, più che bella è interessante. E’ preminentemente gotica e tanto più perchè ha voluto darsi arie greche e ha eretto tempi classici sulle sue rupi. In una parola e soprattutto, è una curiosità!”

In questo libro, del 1879, Stevenson ci accompagna nella scoperta della capitale scozzese, una passeggiata tra le sue strade e il folklore che la rende così misteriosa ed affascinante.

Antica e nuova Edimburgo

Note pittoresche è segnalato come “guida” ma non lo è nel senso stretto della parola, o come noi intendiamo le guide di viaggio adesso. È un racconto di un amante della Scozia e di Edimburgo che adora raccontare il suo paese e chi ci abita attraverso descrizioni e aneddoti curiosi senza riasparmiarsi sulle critiche. Quello che mi ha colpita in maggior modo di questo libro è proprio la narrazione, sembra di passeggiare accanto a Stevenson mentre ci indica i vecchi palazzi del Royal Mile o commenta sarcasticamente il comportamento di un passante. Nonostante i nostri occhi conoscano soltanto l’attuale città, non si fa fatica ad immaginare una vecchia Edimburgo, meno estesa, e dallo stile più gotico che mai, mentre le parole di Stevenson scorrono sotto i nostri occhi. Le descrizioni sono così vivide che sembra davvero di aver percorso quelle strade nel 1879, annusato l’aria umida di un meteo che, citando l’autore, è “un vero e proprio purgatorio metereologico in primavera”. In alcuni punti forse si potrebbe pensare che esagera un po’ con le descrizioni ma gli aneddoti curiosi e qualche racconto legato alle leggende scozzesi, spezzano la narrazione rendendola più dinamica.

foto da pixabay

Leggi anche: “Cosa vedere a Edimburgo”

La narrazione

Ho letto soltanto “Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde” di Stevenson quindi non sapevo cosa aspettarmi da questo libro che è un genere completamente dirverso. “Edimburgo: Note pittoresche” è un libro breve, appena 119 pagine, accompagnato da qualche immagine dei luoghi più famosi della capitale; si legge in fretta e scorrevolmente grazie alla scrittura di Stevenson che ritengo molto accurata, mai banale e descrittiva senza esagerare. Ha spesso guizzi ironici e divertenti, soprattutto quando sottolinea lati negativi della città o degli scozzesi, che accompagnano il lettore ad immedesimarsi nella Edimburgo del 1800. Oltre a questo suo tratto ironico, mi ha colpito la conoscenza del folklore scozzese, inserito perfettamente nella storia che aiuta tantissimo a sentirci più vicino ad un’epoca così lontana da noi. Mentre leggevo sono tornata a quel settembre del 2016 in cui vidi Edimburgo per la prima volta e ne rimasi profondamente affascinata. Rimasi solo due notti, veramente poco per esplorarla, e da quella volta sogno di tornarci. Adesso ho qualche angolino in più da visitare proprio grazie a questo libro.

Chi era Robert Luis Stevenson?

Nato proprio ad Edimburgo nel 1850 è noto soprattutto per ” L’isola del Tesoro” e “Lo strano caso del Dr. Jakyll e Mr Hyde”. Studiò ingegneria come gli uomini della sua famiglia ma si dedicò subito alla letteratura. Nonostante questa sua passione si iscrisse e si laureò in giurisprudenza senza mai esercitare la professione. Cominciò a collaborare come letterato su alcuni magazine ma fu soltanto con “An Inland Voyage” che riuscì a farsi notare attraverso il suo spirito d’osservazione e l’umorismo. Il primo libro che gli apportò la vera fama arrivò però dodici anni dopo e fu “L’Isola del Tesoro”, i successivi attirarono meno pubblico ma servirono a mantenere alta la sua reputazione finchè non arrivò tre anni dopo “Lo strano caso di Dr Jakyll e Mr Hyde”.

Viaggiò molto nella sua vita ma la sua salute era sempre molto cagionevole, cosa che lo portava a visitare spesso anche stazioni climatiche. Quando visitò le isole del Pacifico girovagando tra Hawaii e Polinesia francese si rese conto che la sua salute era migliorata notevolmente e decise di stabilirsi in quelle zone scegliendo una delle Isole Samoa, Upolu. In quei mesi scrisse anche “Il Signore di Ballantrae” e “La cassa sbagliata”; oltre a poesie, raccolte e ballate. Morì ed è sepolto a Upolu e la sua dimora è diventata un museo a lui dedicato.

Castello di Edimburgo
  • Grazie al gruppo facebook “Scozia nel Cuore” di Beatrice ( Nel Cuore della Scozia Blog ) ho conosciuto questo libro; era la lettura di gruppo del mese scorso.

3 risposte a "“Edimburgo: Note Pittoresche” di Robert L. Stevenson"

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  1. Grazie per avermi fatto conoscere questo libro. Adoro le “passeggiate sentimentali” come le chiamerebbe la Dandini, nelle città. Edimburgo poi mi è rimasta così nel cuore che lo leggerei volentieri.

  2. Ho in progetto (lo dico piano però, senza troppo ottimismo) di trascorrere tre giorni a Edimburgo a fine primavera. Leggerò prima il libro, sarà divertente visitare prima, con la mente, una Edimburgo ottocentesca.

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