Scozia – Da Thurso a Durness: le spiagge e la Smoo Cave

Sulla panoramica North Coast 500, nelle Highlands scozzesi, la strada tortuosa e scenografica che si snoda tra spiagge, promontori, fiordi, spazi infiniti e paesaggi incantevoli. In questo articolo mi concentro sul tratto che va da Thurso, nel Caithness a Durness, nel Sutherland attraversando punti panoramici, laghi, spiagge e baie nascoste.

Thurso e Melvich Beach

Da Dunnet Head e la sua spiaggia si raggiunge Thurso (a fine articolo ci sono le indicazioni per muoversi in quest’area con i mezzi pubblici), città che affaccia sul Pentland Firth, lo stretto che separa la terraferma dalle Isole Orcadi che nonostante porti nel nome la denominazione “Firth” cioè Fiordo, non lo è. Thurso è una città fondata dai Vichinghi che sfruttarono le sue acque pescose e la sua posizione favorevole per il commenrcio con altre città costiere settentrionali. Il nome in norreno significa infatti “Fiume di Thor”.

Thurso possiede la stazione ferroviaria più a nord della Gran Bretagna ma offre pochi punti d’interesse da visitare: le rovine della chiesa di San Peter del XVII secolo vicino al vecchio porto e il museo che si trova nel municipio. Sicuramente non ci si ferma a Thurso per la sua maestosità, è un comodo punto di appoggio per visitare e scoprire il Caithness e le sue meraviglie naturali. Tutto da queste parti è una gioia per gli occhi e lo spirito, soprattutto quando un raggio di sole fa capolino tra le nuvole

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Lasciando Thurso ci si rende conto che anche il paesaggio inizia a cambiare. Le distese di brughiera, ginestrone e torba del Caithness iniziano a diventare più rocciose e boscose. Compare a tratti anche il “machair”, quella pianura erbosa bassa e fitta tipica solamente del Nord-ovest della Scozia e del’Irlanda. La prima spiaggia di questa zona che si incontra è: Melvich Beach.

La sabbia è un sali scendi di dune, spruzzate di ciuffi d’erba, che abbracciano questo lembo di spiaggia come a proteggerla da sguardi indiscreti ma è il vento a frustarla inesorabilmente. Le dune danno proprio il nome alla spiaggia (“Mel Vik” vuol dire Baia di Dune). L’oceano è imprevedibile, le sue onde si abbattono lente e poi impetuose sulla sabbia ocra e riesco a farmi sorprendere dalla loro forza inzuppandomi le scarpe da trekking mentre cercavo di catturarne la bellezza tramite una fotografia. La costa intorno ospita pochi cottage bianchi contornati da cuspugli enormi di ginestra, il profumo si mescola a quello della salsedine.

Leggi anche: “NC500: le Whaligoe Steps e il Castle Sinclar”

Farr Bay, Torrisdale Bay e Kyle of Tongue

Proseguendo verso ovest superando montagne, verdi vallate con pecore concentrate soltanto a strappare più erba possibile, si avvista Farr Bay, una spiaggia che si raggiunge tramite un sentiero spruzzato di margherite e camminando su un piccolo ponte. L’oceano si intrufola tra le rocce e riesce a lambire questa spiaggia di sabbia più chiara e morbida, una casa bianca gode di questo spettacolo tutti i giorni. Ho un ricordo particolare di questa spiaggia, più vivido delle altre, probabilmente perchè ho messo i piedi nell’acqua cristallina e freddissima (stavolta senza scarpe), la ricordo con maggior nostalgia. E’ molto frequentata dai surfisti ma non così facile da trovare e da attirare molte persone.

Risalendo verso la strada principale, la A836, a poca distanza troviamo Bettyhill, conosciuto in precedenza con il nome “Farr”. Proseguendo verso l’Aird Neiskich Viewpoint ci si trova di fronte ad una vista indescrivibile. Il panorama sulla baia e la spiaggia di Torrisdale tolgono il fiato, sia per il vento che schiaffeggia il volto, sia per la maestosità del paesaggio in cui le sfumature di blu, ocra e verde si fondono creando un quadro perfetto.

La strada poi passa intorno e sul Kyle of Tongue, fiordo poco profondo dalla costa rocciosa e dal forte odore di alghe. Una delle gemme del Sutherland con il suo paesaggio misterioso, serio e deciso.

Aird Neakie e Ceannabeinne Beach e la Smoo Cave

Attraversando la strada scenografica sul Tongue e il ponte sul fiume Hope, un lembo di terra fa capolino da dietro la collina, è Aird Neakie su un altro fiordo, il Loch Eriboll. Guardando l’isolotta collegata alla terraferma solo da un lembo di sabbia e la Ferry House, sembra un po’ di essere stati catapultati sul set di un film. La casupola ormai risale al 1831 quando ancora bisognava salire sul traghetto per raggiungere l’isolotta. Approfitto della cornice del grande cespuglio profumato di ginestra per scattare le mie foto godendomi il suo dolce dondolio prima di raggiungere un’altra spiaggia: Ceannabeinne.

Dalla strada bisogna camminare un pochino prima di riuscire a calpestare la sabbia della spiaggia Ceannabeinne ma possiede una particolarità, si può osservare la sua estensione anche dall’alto grazie alla Zip Line sospesa a 37 metri per 230 di lunghezza! Quando l’ho visitata io c’erano delle persone sulla Zip e la marea era così bassa che la spiaggia sembrava infinita, ho camminato molto per arrivare vicino alle onde.

Prima di arrivare a Durness c’è un’ultima tappa: la Grotta Smoo. Sono rimasta sorpresa di trovare così tanta folla arrivando da spiagge e punti panoramici semi deserti ma la discesa affollata lungo le scale è valsa comunque la pena. La Smoo Cave è tra le grotte marine più grandi del Regno Unito, la sua entrata misura 15 metri, e al suo interno scorre acqua dolce. E’ aperta 365 giorni l’anno ed è gratuita se si vuole dare un’occhiata generale alle cascate interne; se invece si preferisce fare un tour bisogna prenotarsi. Il suo nome sembra che provenga dal termine norreno “Smjugg” che potrebbe significare “nascondiglio”, infatti il suo utilizzo è riconducibile al periodo dei vichinghi e del successivo medioevo attraverso i ritrovamenti di parti di barche, probabilmente trascinate nella grotta per riparazioni e contrabbando. Si vocifera che Donald McMurdo, nel XVII secolo, gettasse la gente dal foro principale. Da quanto si dice, almeno 18 uomini sono volati da lì. Non doveva essere un uomo molto paziente.

Durness e Durness Beach

A Durness ci sono una manciata di case e negozietti, muri a secco, pecore, un campeggio e il vento che ulula. Non serve altro. Camminando verso la costa in una piacevole passeggiata e superato il campeggio si salgono le scale in legno su uno sperone di roccia, il Sangosand Viewpoint, per poter ammirare la Baia di Durness a sinistra, la spiaggia di Durness e quella di Sangomore a destra. Ci sono così tante cose da guardare che ci si sente momentaneamente spiazzati dalla sabbia chiara e finissima, le scogliere, la falesia, le dune, l’acqua cristallina e le nuvole trascinate dal vento.

Raggiungere questi luoghi con i mezzi pubblici:

E’ possibile, almeno da Thurso fino a Durness, alternando i Bus della compagnia Stagecoach North Scotland e la compagnia The Durness Bus. Le corse non sono molto frequenti ma almeno sono raggiungibili.

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