Libri per scoprire l’Irlanda, la sua cultura e gli autori irlandesi

Un viaggio inizia sempre da casa, immaginandolo e organizzandolo. Eppure possiamo viaggiare anche grazie ai libri, romanzi e saggi ci accompagnano nella scoperta di paesi e culture grazie alle parole degli autori.

L’Irlanda ha una vasta scelta di scrittori e scrittrici all’attivo e molti che hanno lasciato solide basi per la letteratura. Vi consiglio i romanzi che mi hanno colpito di piú, che mi hanno appassionata e trasportata nell’atmosfera irlandese solo grazie alle loro parole.

Avevo già scritto un articolo con 5 libri consigliati sull’Irlanda, li aggiungerò velocemente anche a piè di pagina.

I romanzi di Sally Rooney

Sally Rooney, classe 1991, non mette d’accordo tutti eppure affascina e fa parlare di se con la sua penna asciutta e sottile, con poche parole spesso riesce a descrivere un’atmosfera e un personaggio catapultando il lettore nel suo mondo in poche righe. Una capacità che le va riconosciuta anche dai meno appassionati. I suoi libri raccontano storie di persone, relazioni diverse e basate sempre su emozioni forti, giovani adulti alle prese con le difficoltà della vita. Ci introduce nell’azione già iniziata come se spiassimo questi personaggi dala finestra di casa, ritrovandoci poi a vivere pienamente con loro drammi e conquiste. Con la stessa naturalezza li lasciamo alla loro esistenza, come se ci fosse permesso condividerne solo una piccola parte. Questo si avverte molto di piú negli ultimi due romanzi “Dove sei, mondo bello” e “Intermezzo“.

I primi due romanzi d’esordio “Parlarne tra amici” e “Persone normali” sono piú incentrati sulle relazioni aperte e interpersonali, seguendo in maniera più costante le vicende. Da questi due sono state tratte anche le omonime serie tv. Le ambientazioni sono tutte irlandesi, dalle strade piovose ed i pub affollati di Dublino, alle campagne disperse di paesini di Sligo. L’Irlanda compare come sfondo ma dà carattere ai personaggi e un’impronta vivida alle atmosfere.

I romanzi di Claire Keegan

Claire Keegan, classe 1968, propone storie brevi ma intense trattando argomenti forti e d’impatto che lasciano raramente indifferenti. Per ora ho letto soltanto “Piccole cose da nulla e  “Un’estate” che mi hanno colpita per la delicatezza e le atmosfere descritte tramite i gesti e i movimenti dei personaggi inseriti in ambienti generici eppure vividi e forti. Nel primo romanzo che ho citato introduce e snocciola il tema delle magdalene in Irlanda, istituti femminili gestiti da ordini religiosi che accoglievano ragazze orfane, spesso incinta o donne scomode. Il protagonista è un uomo umile che distribuisce il carbone in città e quando si trova di fronte alla verità deve decidere cosa fare: abbassare la testa e fare finta di nulla o agire. É stato adattato anche un film con Cillian Murphy che vi consiglio caldamente perché rispetta appieno il libro.

Un’estate è invece la storia di una bambina che deve andare a vivere per un periodo lontano dai genitori. Scoprirà una realtà diversa, fatta di affetto e ascolto, così diversa da quello che conosceva. La scelta dell’autrice di orientare il punto di vista del lettore tramite quello della bambina rende una storia all’apparenza semplice, una storia ricca di emozioni e significati nascosti. Anche da questo romanzo è stato adattato un film dal titolo “A quiet girl”.

Ritorno all’isola delle donne di Molly Aitken

Molly Aitken, classe 1991, esordisce con questo libro pungente ed intenso racconta un delicato e controverso rapporto tra madre e figlia dove la protagonista Oona rappresenta entrambe. “Ritorno all’isola delle donne” è un manifesto femminista e di ricerca della propria identità, una battaglia per l’indipendenza personale lontana da quelle terre inospitali, le isole dov’è cresciuta. Grazie alla sua prosa ho percepito l’isola natale proprio come un personaggio a se stante, meschino e subdolo ma al contempo selvaggiamente affascinante; la personificazione di una madre accogliente che regala la vita e incatena a sé per non lasciare andare. L’acqua è l’elemento che collega e separa gli uomini dalle donne, gli uomini dalla terraferma.

Il giorno dell’ape di Paul Murray

Paul Murray, classe 1975, mi ha trascinata in un vortice di emozioni e sensazioni contrastanti con questo romanzo familiare in cui i desideri e le macerie di questi personaggi si inseguono e susseguono fino alla fine o dovrei dire, fino all’inizio? “Il giorno dell’ape” si apre e si chiude con scene controverse che potrebbero sembrare una lo specchio dell’altra a caratterizzare quel passato che, cito proprio dal libro “…credi di essertelo lasciato alle spalle, poi un giorno entri in una stanza e lo trovi lì ad aspettarti”. Un romanzo tristemente ironico, a tratti malinconico ma sempre onesto, acuto e commovente che mi ha tenuta incollata alle sue pagine e alle vite dei suoi personaggi.

Kala di Colin Walsh

Colin Walsh, classe 1986, sviluppa la narrazione di Kala su livelli diversi, sia temporali che soggettivi. Il punto di vista dei personaggi è spesso onirico, segmentato. Sono persone spezzate dagli eventi che reagiscono in maniera differente: apatia, rabbia, egocentrismo. La cittadina irlandese immaginaria è uno scenario vivo, e respira e avvolge i personaggi con la sua pioggia fitta, la nebbia mattutina, l’umidità di una giornata troppo soleggiata. La narrazione mi ha trascinata nel vortice di ricordi e rivelazioni svelati cautamente tra pensieri nostalgici di un’adolescenza congelata che perdura nel presente. É molto piú di un giallo, questo è certo.

I romanzi di Edward Rutherfurd

Edward Rutherfurd, pseudonimo di Francis Edward Wintle, classe 1948, è uno scrittore britannico che ama portare i suoi lettori nell’antica storia dei paesi in cui li ambienta. Leggendo “I principi d’Irlanda” e ” I ribelli d’Irlanda” si ha proprio la sensazione di tornare indietro nel tempo e vivere assieme ai personaggi la nascita dell’Irlanda incontrando anche persone famose che hanno fatto la storia del paese influenzandolo sia in  positivo che in negativo. Il suo modo di evocare il passato è affascinante e coinvolgente, per nulla pesante. La storia, la parti romanzate e le descrizioni sono ben amalgamate e creano atmosfere suggestive ed evocative.

Grania di Morgan Llywelyn

Morgan Llywelyn, classe 1937, è una scrittrice americana da genitori irlandesi. In questo romanzo “Grania, la regina dei pirati d’Irlanda” racconta la storia della donna che dominò i mari e sfidò un impero nel XVI secolo. Un romanzo ricco di avventure, intrighi, amore, tradimenti e gesta eroiche che trasporta in un’epoca difficile per l’Irlanda ma ricca di orgoglio e dignità. Grania è probabilmente Grace O’ Malley, conosciuta anche come “Regina del mare del Connemara”. Il suo clan fondava le sue imprese sulla tassazione dei pescatori che navigavano nelle acque sotto il loro controllo e per la pirateria. Il romanzo ci trasporta nei suoi luoghi, tra le terre della contea Mayo, la baia Clew con le sue tante isole e l’isola Clare che fu sua dimora.

L’Albero di Guido Mina di Sospiro

Guido Mina di Sospiro, classe 1960, trasporta il lettore in un’Irlanda antica e desolata raccontata dal punto di vista di un albero che con la sua immobilità ed immortalità assiste al cambiamento della sua terra, le conquiste degli uomini e le modifiche apportate. La sua Ibernia (nome antico d’Irlanda datole dai Romani) subisce trasformazioni passando di mano in mano, attraverso guerre, conquiste, nuove religioni e cambiamenti morfologici. Un punto di vista inaspettato e coinvolgente, soprattutto verso il finale quando ho realizzato di quale albero si parlasse. La sua ispirazione per “L’Albero”  proviene dall’antico albero di tasso nella Muckross Abbey di Killarney, al centro del chiostro che oltrepassa le sue mura e si allunga verso il cielo oltre il tetto inesistente.

La scoperta dell’Irlanda di Bar in Bar di Pete McCarthy

Pete McCarthy, classe 1951, cerca la sua identità irlandese entrando in tutti i pub che portano il suo cognome, di Bar in Bar appunto. Esplora l’Irlanda che conosce dai ricordi dei suoi viaggi da bambino e quella che non ha mai visitato per poter trovare una connessione con la terra natia di sua madre. Ne esce così un romanzo ironico, onesto e divertente, a tratti malinconico, che racconta un’Irlanda degli anni 90 in piena espansione turistica, che sta cercando di tirarsi su e stare al passo con i tempi moderni. I volti delle persone incontrate sono familiari e accoglienti, a volte (spesso) sono stranieri che hanno trovato in Irlanda una nuova occasione, una nuova vita. Un racconto di viaggio interiore, e nel cuore degli irlandesi.

I romanzi dedicati ai Troubles dell’Irlanda del nord

Ovviamente la letteratura irlandese, soprattutto quella storica, non può non soffermarsi sul periodo dei Troubles che sono avvenuti in Irlanda del Nord tra il 1969 e il 1998. Alcuni sono report giornalistici, altri romanzi di crescita, altri ancora saggi che esplorano i dettagli degli eventi da più punti di vista per dare voce e respiro ad una situazione che non è mai semplice da spiegare e neanche così facile da riassumere. Io ci avevo provato in questo articolo dedicato proprio alla storia d’Irlanda.

Avevo stilato anche una lista di libri letti dedicati al tema, li trovate tutti nell’articolo dedicato e nella lista che segue:

Chiederò perdono ai sogni di Sorj Chalandon

Eureka Street di Robert Mcliam Wilson

Qui Belfast di Silvia Calamati

Il mio traditore di Sorj Chalandon

I Muri di Erin di Gianluca Cattaneo

Il pub sotto le bombe di Daniele Scannavino

Altri libri citati in precedenza:

In Irlanda di Hans Tuzzi

• Gente di Dublino di James Joyce

• Diario d’Irlanda di Hëinrich Böll

Le ceneri di Angela  di Frank McCourt

• L’isola che scompare di Fabrizio Pasanisi

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