Yule: il Natale dei Celti

Yule, Natale, l’albero e le decorazioni… Da dove arrivano le nostre tradizioni? Per i popoli antichi questo periodo è sempre stato un momento importante legato al solstizio d’inverno in cui la natura sembra morta e le giornate sempre più buie e corte. Scopriamo come i popoli del nord Europa festeggiavano questo periodo di transizione e quali caratteristiche sono sopravvissute fino ai giorni nostri.

Yule: il solstizio d’Inverno

Il solstizio d’inverno, che quest’anno sarà il 21 dicembre alle 22.47, segna il momento in cui il sole sembra fermarsi (letteralmente Solstizio vuol dire “Sole fermo”), non scende più oltre l’equatore celeste data la rotazione inclinata della Terra, per poi riprendere il suo percorso al contrario allungando di fatto le giornate a poco a poco regalandoci più luce. Si celebra l’arrivo dell’inverno con il suo clima più rigido e le piogge più abbondanti. Il popolo Celtico, molto legato agli elementi naturali, era solito festeggiare questi periodi di passaggio attraverso le “Feste Solari” dei due solstizi e i due equinozi. Nonostante la data del solstizio d’inverno cada il 21, i Celti festeggiavano questo momento di passaggio dal 19 al 23 dicembre.

Yule: la festa della luce

E cosa si festeggiava? La luce! Sembrerebbe paradossale festeggiare qualcosa che in questo periodo è meno presente eppure non è così strano. Fino al 21 le notti sono più lunghe del giorno, abbiamo meno ore di luce ma dal 21 cominciano ad allungarsi e la luce vince sull’oscurità. I Celti festeggiavano questa transizione, la vittoria del sole sul buio, l’antichissima lotta tra bene e male. I druidi, figure sagge tra il popolo celtico, accendevano grandi falò nei villaggi ed ogni persona aggiungeva il suo ceppo di legno al grande fuoco solenne. Era di buon auspicio ballare, cantare e banchettare insieme intorno al grande fuoco che illuminava il villaggio come da lì a poco avrebbe fatto il sole sulla terra durante i mesi a venire.

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Yule: i simboli della festività

Alcuni simboli, per non dire tutti, sopravvivono ancora essendo caratteristici del periodo autunnale/invernale. Vediamo ad esempio l’agrifoglio e il vischio, due piante che abbondano nelle isole britanniche e crescono rigogliose tra novembre e dicembre. Il vischio era addirittura simbolo di fertilità per i Celti, ecco perchè è usanza baciarsi sotto un ramoscello di vischio.

Il simbolo più famoso è sicuramente l’Albero, di tradizione scandinava che veniva decorato con frutti ed altri simboli di abbondanza come rito propiziatore dei mesi a venire. Non a caso è un abete, una delle conifere più diffuse in Europa centro-settentrionale. Fu il Principe Albert a portare la tradizione dell’albero anche alla corte inglese. Albert era tedesco e voleva far vivere le tradizioni della sua infanzia ai figli e a sua moglie, la Regina Victoria.

La figura di Babbo Natale ha più o meno una storia simile. Alcuni dicono che arrivi da Odino, il dio norreno che dispensava doni alla sua gente, per altri popoli era Saturno anch’egli dispensatore di salute, forza, saggezza etc…Per altri deriva da San Nicola che regalò la dote a tre fanciulle povere affinchè potessero sposarsi. Praticamente abbraccia tradizioni di più paesi per poi fondersi in un’unica entità.

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Yule: la rocambolesca e discussa storia dello Yule Log (Ceppo di Yule)

Il ceppo di legno sembra la tradizione più discussa sul piano storico. Alcuni la riconducono appunto ai grandi falò dei Celti che poi vennero spodestati dagli Angli e dai Sassoni. Ma non ci sono testimonianze scritte, al contrario della Germania che cita il Ceppo di Yule intorno al 1184. Quindi è molto probabile che il popolo Germanico e i Norreni abbiano tramandato l’usanza dei falò e che sia stata adottata in tutta Europa estendendosi oltre la Manica e fin in Italia settentrionale. In ogni caso la tradizione del Ceppo di Yule contamina le decorazioni dei centro tavola abbelliti con rami e candele, i caminetti delle case in cui un grande ceppo veniva fatto ardere per tutta la durata dei giorni di festa tenendone da parte un pezzetto con cui accendere il fuoco dell’anno successivo. Il Ceppo di Yule però è più conosciuto come dolce!!

Ad un certo punto, intorno al 1800, nelle case britanniche e del nord Europa in generale, spariscono i caminetti e vengono rimpiazzati con stufe più pratiche (ci si può anche cucinare in maniera più comoda) e meno ingombranti. La tradizione del ceppo rischia di scomparire ma ecco che in Francia compare un dolce di pan di spagna a forma di tronco, ricoperto di glassa o cioccolato a simulare la corteccia di un albero. La sua praticità e il suo gusto lo rendono appetibile e si diffonde con rapidità in Europa, soprattutto sulle isole britanniche rimpiazzando un pò il vecchio Pudding dalla preparazione lunga.

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Yule: i luoghi dove “vedere” il solstizio d’inverno

Essendo una festa molto sentita dai popoli antichi, avevano costruito dei luoghi in cui venerare il Sole. Uno di questi si trova in Irlanda ed è Newgrange, nella contea Meath. Il giorno del solstizio d’inverno, già dall’alba fino all’ora esatta, si può entrare in questa costruzione di pietra e osservare come il sole illumina la stanza interna passando per il corridoio d’entrata. Ovviamente serve la prenotazione perchè in molti vogliono assistere a questo spettacolo che ha più di 5.000 anni! Ma non è una prenotazione normale, si partecipa ad una lotteria inviando una mail e si attende di essere sorteggiati a settembre insieme ad altri 49!

Un altro luogo dallo stesso fascino e molto simile si trova in Inghilterra: Stonehenge. Il 21 dicembre in tanti si ritrovano tra le enormi pietre per assistere all’allineamento del sole con la pietra principale del sito.

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