I Celti nelle isole britanniche: i primi passi oltre la Manica, il rapporto con la natura e la religione

Una delle popolazioni più affascinanti esistite in Europa sono i Celti, un popolo che aveva molte conoscenze e tradizioni legate alla natura e allo studio delle stelle. La loro conoscenza e le loro usanze sono rimaste nell’immaginario collettivo per tantissimo tempo proprio grazie al fascino misterioso dei loro rituali e delle loro credenze, le loro tradizioni arrivano fino ai giorni nostri assorbite da culture che hanno cercato di soppiantarle negli anni successivi.

Questo articolo vuole essere un’infarinatura generale su questo popolo e le sue origini, più avanti cercherò di approfondire alcuni aspetti più interessanti, come le tradizioni, le festività e la mitologia.

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I Celti delle isole Britanniche: da dove provenivano

Quello Celtico è un bel miscuglio di popolazioni ma nonostante i tanti reperti archeologici venuti alla luce anche ultimamente, le loro origini sono ancora poco chiare. Possiamo inziare parlando di popolazioni IndoEuropee per via degli spostamenti di grandi masse dal sud della Russia verso l’Europa alla ricerca di un clima migliore e terre da coltivare. Questi saranno gli antenati dei Celti, dei Galli, dei Germani, dei Latini, dei Greci etc… Un misto di queste popolazioni attraversò la Manica ad un certo punto della storia, mescolandosi con le popolazioni che già vivevano in queste terre meno ospitali. Le notizie di questa espansione, sopratutto Europea, ci arriva tramite i Romani ed i Greci che dipingevano questa società con curiosità ma anche con timore visto che, in alcune zone, si erano stanziati con la forza. Anche i Romani provarono un assaggio delle loro armi quando tentarono la conquista del nord Italia dove effettivamente stanziarono nel periodo di massima ascesa in cui erano i padroni dell’Europa.

Quando i Celti arrivarono in Gran Bretagna, quella che i Romani, più tardi, chimeranno Britannia, trovarono popoli abbastanza sviluppati che commerciavano con altri, sopratutto Belgi, le pietre preziose di cui la Britannia era ricca. I popoli delle isole britanniche però erano nomadi per colpa delle rigide temperature; soltanto al sud erano dediti all’agricoltura grazie al clima ed alle condizioni più favorevoli. I Celti si mescolarono ai Pitti della Scozia e ai popoli dell’Irlanda, fondendo le culture e le tradizioni.

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I Celti delle isole Britanniche: il rapporto con la natura e la religione

Quando si pensa ai Celti, ci vengono i mente le grandi costruzioni megalitiche tipo Stonehenge o i Dolmen, ma loro non c’entrano nulla con queste grandi rocce disposte in maniera circolare; sono precedenti al periodo dei Celti e probabilmente le hanno soltanto utilizzate. Essendo per lo più nomadi, non avevano un vero e proprio luogo di culto ma dei luoghi che avrebbero potuto trovare ovunque durante i loro spostamenti: boschi e foreste. Il loro rapporto con la natura è molto particolare, non significa che erano i primi ambientalisti ma che si sentivano parte integrante del cosmo e della terra. Anche loro abbattevano alberi per costruire armi e scaldarsi, cacciavano gli animali, li allevavano e li sacrificavano ma avevano una particolare sensibilità verso la madre terra. Ogni comportamento della natura, dalle piogge torrenziali ai terremoti veniva accettato e compreso essendo per loro una dimostrazione dell’energia potente della natura che loro chiamavano: OIW. Questa è una delle cose che mi piace di più della loro cultura e bisognerebbe tornare un po’ ad avere questa visione, non ci sorprenderemmo più per improvvisi terremoti, uragani e tempeste; spesso dimentichiamo che siamo solo ospiti. Le figure di spicco che comunicavano direttamente con la natura, studiavano le stelle e le costellazioni erano i Druidi; a loro anche l’ardito compito di scegliere di luoghi di osservazione in base alla posizione geografica, all’energia sotterranea, all’allineamento degli astri.

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Leggi anche: “L’albero” di Guido Mina di Sospiro

I Druidi erano legati quindi anche all’aspetto religioso della comunità che si basava sul rispetto delle tradizioni (tramandate oralmente), la partecipazione a riti e feste, lo studio degli astri per scrutare il futuro, la scoperta e lo studio delle erbe medicinali e velenose. In cosa credevano i Celti? Erano politeisti e adoravano molti Dei, alcuni erano adorati dall’intera comunità mentre altri erano specifici di alcune zone perchè si riferivano ad un particolare fiume, albero, montagna, paese etc… Elencarli tutti sarebbe impossibile ma sappiate che sono sia maschili che femminili e molti hanno in comune svariate caratteristiche con quelli della religione Romana e Greca. Una delle divintà celtiche più conosciute è Lug, al quale vengono dedicate anche molte feste (una su tutte Lugnasad), che ha molti aspetti in comune con i più conosciuti Mercurio ed Apollo. Oltre alle divinità incontriamo i miti che vivono ancora oggi nell’immaginario collettivo, sopratutto in Irlanda, Galles e Scozia: i paesi in cui la cultura Celtica è stata preservata anche dopo la sua fine.

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I Celti delle isole Britanniche: la lingua

Che lingua parlavano i Celti? Gli studiosi accertano che in Europa, tra le varie popolazioni che si trovavano a condividere gli stessi spazi, si parlassero delle lingue molto simili che avevano soltanto delle differenze di accento o di dialetto in base alla regione di appartenenza o provenienza. Il Celtico, nelle isole britanniche, era parlato ovunque sopratutto nell’attuale Inghilterra ma l’arrivo dei Sassoni e degli Angli portò un nuova lingua molto più simile all’inglese attuale. Le nazioni/paesi che hanno preservato la lingua celtica sono sicuramente l’Irlanda ed il Galles in prima posizione, poi la Scozia e l’isola di Man. In queste terre, nonostante gli invasori inglesi abbiano cercato di cancellare ogni traccia di vecchie tradizioni celtiche, è sopravvissuto il Gaelico che non è uguale per ogni paese elencato ma abbastanza simile. Il Gaelico si studia ancora a scuola, le indicazioni stradali sono sia in inglese che in gaelico ed esistono associazioni nate per proteggere questa lingua. Nell’ultimo viaggio in Irlanda ho avuto anche il piacere di ascoltare una canzone in Gaelico irlandese, non ci ho capito nulla ma è stato interessante ascoltarne il suono molto particolare.

— Alcune delle informazioni che avete letto provengono dal libro di Elena Percivaldi “I Celti: una civiltà europea”.

—Tutte le foto provengono da Pixabay.

 

 

 

 

 

 

 

8 risposte a "I Celti nelle isole britanniche: i primi passi oltre la Manica, il rapporto con la natura e la religione"

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  1. Ho letto con vero interesse il tuo articolo, che in poche e semplici parole ha saputo delineare un argomento davvero molto interessante e che, alla fine, conosciamo solo per sommi capi. Grazie!

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