Storia d’Irlanda – La visita al Kilmainham Gaol, la prigione museo di Dublino

Un lunedì pomeriggio uggioso a Dublino, la capitale della Repubblica Irlandese, diventa un buon momento per scoprire qualcosa in più sulla turbolenta storia di questa nazione visitando l’ex prigione, divenuta museo, Kilmainham Gaol.

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La Kilmainham Gaol si trova nel sobborgo di Dublino chiamato “Cil Mhaighneann” non troppo lontano dal centro città, sulla Inchicore Road. Ha prenotato la visita una delle ragazze della mia camerata in ostello e siamo andate insieme a scoprire di più su questa prigione che ha avuto un ruolo molto importante nella storia irlandese essendo legata a personaggi di spicco della rivoluzione che portò all’indipendenza del paese.

Informazioni storiche e sulla visita guidata

Kilmainham gaol fu costruita nel 1795 ed era conosciuta come “la nuova prigione” perchè avrebbe sostituito la vecchia struttura non idonea ad ospitare i detenuti; fu costruita pensando ad un nuovo sistema per reintegrare i detenuti nella società, una volta scontata la loro pena. Quindi non più un luogo dove rinchiudere le persone e lasciarle da sole per gli anni della loro pena ma un sistema per permettere al detenuto di capire gli errori commessi, tornare nella società convinto di non ripeterli e volenteroso di ricominciare.  Bisogna ammettere che il nuovo sistema non portò troppe migliorie, non si trattava di problemi legati alla struttura della prigione ma della formazione e le attività dei detenuti, ma questo è un altro discorso.

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L’ingresso al museo/prigione è esclusivamente con visita guidata della durata di un’ora. Ho visitato la cappella dove vengono mostrati dei video storici e dimostrativi sui detenuti e le loro condanne. Ci hanno poi mostrato le celle più antiche, molto strette e buie spiegandoci che i materiali che usarono per la prigione la rendevano molto più fredda ed umida dell’esterno e, ai detenuti, veniva data una semplice coperta ed una candela. Alcuni erano detenuti politici quindi usufruivano di stanze più ampie, carta ed inchiostro, un piccolo focolare. Camminare tra quei corridoi è un’esperienza che non saprei descrivere, non facevo fatica ad immaginare qualcuno rinchiuso tra quelle pareti ma al tempo stesso sapevo che la mia immaginazione non sarebbe mai stata abbastanza. Salendo, si visitano le celle più moderne. Si trovano al piano terra e sono inserite in un sistema di ballatoi e scale molto utile alle guardie che controllavano i detenuti. Questa forse è la zona più famosa e fotografata ed ammetto anche la più interessante per me perchè, tra queste celle, spiccano i nomi che ho spesso letto cercando informazioni sulle guerre irlandesi.

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L’indipendenza Irlandese e le figure di spicco

Non vi farò una lezione di storia, non temete.. Vorrei solo dare qualche informazione in più su questo periodo storico molto importante per la nazione che vi farà comprendere meglio anche i personaggi che furono rinchiusi tra le sbarre di questa prigione.

Quella che è passata alla storia come “la rivolta di Pasqua” fu un atto di ribellione di alcuni membri della Fratellanza Repubblicana Irlandese, nel 1916, in cui dichiararono a Dublino lo stato d’indipendenza dalla Gran Bretagna. Ovviamente durante la ribellione furono utilizzati armi da fuoco ed inizialmente, i civili, non videro l’impresa di buon’occhio. La rivolta fu soffocata in 6 giorni e gli organizzatori, tra cui James Connolly e Pàdraig Pearse, vennero giustiziati proprio nella prigione di Kilmainham. Solo Eamon de Valera si salvò e fu rilasciato poco dopo.

  • La serie tv Rebellion (anche su Netflix) tratta proprio questi fatti incentrando l’attenzione su tre donne.

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Successivamente, Eamon De Valera prese le redini della situazione per difendere quella proclamazione d’Indipendenza, confermandola e aprendo le ostilità, nel 1919, verso gli inglesi attraverso l’IRA (esercito repubblicano irlandese). Da questo periodo un’altra figura di spicco entra in gioco, Michael Collins, che voleva difendere l’idea d’indipendenza senza mezzi troppo violenti ma la violenza fu parte delle vite degli Irlandesi, sopratutto nell’ultimo periodo prima della tregua e del successivo accordo nel 1921. Fu redatto un trattato che lasciava all’Irlanda le sue contee tranne sei nel nord, a maggioranza protestante (attuale Irlanda del Nord). In quel momento l’Irlanda si divise in due: da una parte chi accettava il trattato ponendo fine alla guerra e dall’altra chi non lo accettava. Nella prima fazione Michael Collins e nella seconda Eamon De Valera; compagni d’armi che diventavano nemici durante la Guerra Civile che fece molte più vittime delle altre guerre e ribellioni precedenti, terminò nel 1923 con la sconfitta degli ” anti-trattato” ma Collins morì mentre si recava a Cork.

Ovviamente vi ho semplificato la storia al massimo saltando tantissimi episodi importanti ma a noi, in questo caso, importa la prigione di Kilmainham ed i suoi “ospiti”. Tra di loro ci fu anche Costance Markievicz che prese parte alla Rivolta di Pasqua, fu imprigionata e condannata a morte; successivamente la pena le fu ridotta. E’ stata la prima donna a divenire membro del parlamento, era il 1918 e successivamente fu ministro del lavoro nella Repubblica d’Irlanda tra il 1919 ed il 1922. E’ uno dei personaggi che vorrei approfondire nella sezione del blog “Storia e Letteratura”, insieme a questi fatti storici.

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Dopo la dichiarazione di Indipendenza, il nuovo governo Irlandese decise di abbandonare la prigione di Kilmainham perchè simbolo di anni di sofferenze e di perdite ingenti tra i ribelli. Molti anni più tardi, un gruppo di volontari decise che la storia non andava dimenticata e che la prigione poteva diventare un museo per raccontare questo periodo storico.

Informazioni utili:

  • La visita guidata va prenotata sul sito ufficiale, parte un gruppo ogni 15 minuti.
  • Viene 8€ e dura un’ora. Dopo la visita potete fermarvi a vedere la mostra prima dell’uscita.
  • Kilmainham Gaol si trova in Inchicore Road ed è raggungibile con il bus 69 o 25b della Dublin Bus.

Dopo la visita guidata vi suggerisco di passeggiare, come ho fatto io, nel Phoenix Park a pochissima distanza dalla prigione, si raggiunge a piedi in dieci minuti. Uno dei parchi più belli che abbia mai visto ed il più grande al mondo!

Leggi anche “I parchi di Dublino”

18 risposte a "Storia d’Irlanda – La visita al Kilmainham Gaol, la prigione museo di Dublino"

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  1. Mi ricordo di aver visitato questo luogo durante una delle gite di quando studiavo in Irlanda, consente di vedere uno spaccato di storia irlandese.

  2. Avrò poco tempo a Dublino e tante cose da vedere! Non sapevo di questa prigione e la tua descrizione mi ha fatto tornare in mente la visita ad Alcatraz. Anche lì freddo e umidità, e una sensazione di ansia terribile al pensiero di dover vivere tra quattro mura.

    1. La visita dura un’ora, prova ad infilarla perché merita molto. L’unica cosa è che essendo da prenotare non so che orario puoi trovare disponibile… Io avevo poco da fare quel giorno quindi ho scelto l’unico libero. Prova a controllare, è molto frequentata (e meno male aggiungerei 🤗)

  3. la storia della guerra d’Irlanda mi affascina tanto, ho letto molti libri al riguardo. L’idea di recuperare la prigione e di farne un museo è molto bella, permette comunque di non dimenticare

    1. Si hanno fatto benissimo! Pensa che la prima volta a Dublino non sono andata a visitarla perché non la conoscevo. Ci sono passata davanti per caso ma ormai era tardi visto l’obbligo di prenotazione. Non me la sono fatta sfuggire stavolta! 🙂

  4. Sicuramente una visita interessante diversa dal solito. MI è già capitato di visitare delle ex prigioni. Ottimo anche il consiglio di abbinarla al parco

  5. Le prigioni vittoriane in Irlanda hanno mura che, se potessero parlare, ne direbbero di ogni. Hai visto il Gaol di Belfast?

  6. Anche nella ia città hanno trasformato una prigione in un museo e centro culturale. Credo sia uno dei luoghi più belli e carichi di sofferenza vera della città. Luoghi come questo dovrebbero essere visitabili per legge e… visitati per legge. Solo così, forse, alcune persone capirebbero l’importanza della libertà.

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